Puma, il brand tedesco non sta influenzando Conte

Quando la federazione Italiana Giuoco Calcio scelse Antonio Conte com’è Commissario tecnico della nazionale fino al 31 luglio 2016 decise anche di mettere sotto contratto l’allenatore con il…

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Quando la federazione Italiana Giuoco Calcio scelse Antonio Conte com’è Commissario tecnico della nazionale fino al 31 luglio 2016 decise anche di mettere sotto contratto l’allenatore con il libro paga più alto della sua storia, 3 milioni di euro.

Il centro dell’attenzione dei media, tuttavia, si andò a concentrare su un piccolo dettaglio che “sconvolse” il monda del calcio: l‘importanza e il peso della Puma. Il marchio tedesco, sponsor tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, sarebbe diventato, infatti, a sua volta un fattore importante nella firma di Conte dato che al momento della firma avrebbe pagato la metà dell’ingaggio dell’ex allenatore della Juventus, rendendo Conte uno dei principali ambasciatori a livello globale del marchio nel mondo del calcio. È stato etico che uno sponsor possa intromettersi nel destino di una squadra nazionale? Una domanda a cui il nuovo allenatore cercò di rispondere in una conferenza stampa durante la sua presentazione ufficiale.

Conte disse che Puma non avrebbe influenzato le sue decisioni sportive. Ora, quasi tre mesi dopo l’arrivo di Conte sulla panchina della nazionale azzurra e dopo quattro chiamate per le qualificazioni al Campionato Europeo del 2016, possiamo dire che, fino ad ora, la temuta minaccia Puma non sta influenzando le.scelte tecniche di Conte. Se prendiamo in esame l’ultima chiamata fatta dall’ex allenatore italiano, Cesare Prandelli, proprio per l’ultima Coppa del Mondo di Brasile 2014, l’ex ct chiamò cinque ambasciatori Puma: Gianluigi Buffon, Mattia Perin, Giorgio Chiellini, Marco Verratti e Mario Balotelli. La domanda sorse spontanea se Prendelli ne chiamò cinque quanti saranno con Conte? Fino ora in quattro gare l’ex bianconero ne ha chiamati solo quattro e quindi Puma non sta influenzando le scelte del ct italiano. Vedremo in futuro invece cosa accadrà.

Alberto Lattuada