Il programma della Liga spagnola di essere il campionato più ricco, ammirato e competitivo al mondo non si gioca solo in campo e con i colpi milionari a cui ci hanno abituato Real Madrid e Barcellona; anche attraverso una serie di misure atte a garantire al torneo e ai suoi protagonisti, in questo caso, quelli “fuori” dal campo, di gestirne il business al riparo dia pericoli legati ad attività illegali.

Come sottolinea FutbolFinanzas, la LFP in tal senso ha fatto della lotta contro la pirateria uno degli obiettivi primari della sua gestione a breve termine. Un obiettivo che ha registrato un importante passo in avanti, con la firma di un accordo per la tutela dei diritti di trasmissione e della proprietà intellettuale, che tenterà di frenare le vie di finanziamento pubblicitarie su pagine con contenuti illegali.

Javier Tebas, presidente della gestione del club, ha utilizzato parole dure in merito ad una questione che depotenzierebbe la forza commerciale della Liga. Tebas sostiene che la pirateria è un problema serio e che se non sarà combattuta duramente, il campionato spagnolo diventerà presto una competizione mediocre se confrontato con quello inglese, italiano, tedesco o francese.

Un problema dunque molto sentito da quelle parti e non troppo sottovalutato, tanto che anche il presidente di Mediapro, Jaime Roures, ha poi sottolineato un fatto che conferma le preoccupazioni: e cioè che la Spagna è il secondo paese al mondo con più hacking e i titolari dei diritti televisivi a pagamento stanno perdendo via via telespettatori e, di conseguenza, profitti: circa mezzo milione di abbonati e 150 milioni di euro a stagione solo a causa delle trasmissioni illegali.

Fabio Colosimo