«L’anno scorso abbiamo ottenuto buoni risultati, quest’anno vogliamo non solo rimanere in Europa ma cercare di arrivare in Champions League». Lo ha detto il presidente dell’Inter, Erick Thohir, in conferenza stampa al temine dell’assemblea dei soci della società nerazzurra.

«Sono convinto del progetto e della solidità del team -prosegue Thohir-, molti ovviamente si chiedono il perché di alcune scelte, il nostro progetto però si spalma di 2-3 anni, poi vedremo i risultati». Il numero uno del club nerazzurro parla poi del financial fair-play. «Le norme del ffp saranno introdotte per tutti i club, non voglio confrontare l’Inter con altre società che gestiamo in altri paesi ma abbiamo esperienza. Negli Usa ci sono state situazioni analoghe. Rispettiamo le normative, perché il ffp contiene un messaggio positivo. Fa in modo che i club non siano giocattoli in mano a pochi, è un rischio. Per me è importante perché l’Inter è un grande brand e va tutelato. Ci deve essere un piano complessivo per tutta la nazione affinché sia concorrenziale anche con l’estero».

«Sono assolutamente convinto della bontà di quanto fatto finora, la direzione è giusta -prosegue Thohir parlando del progetto Inter-. Com’è ormai chiaro i ricavi non vengono solo dai media, ma anche da stadio e altri aspetti commerciali. C’è una sorta di cronologia che il management dovrà seguire per realizzare tutto. Le notizie buone non sono legate ai numeri dei ricavi, ci sono anche altre informazioni come gli accordi per i diritti televisivi, la raccolta nei prossimi 2-3 anni dalle sponsorizzazioni. In Premier League ci sono cose che si muovono verso un nuovo accordo sui diritti televisivi, si parla di ricavi da 150 milioni di euro. Quanti in Italia ci arriverebbero? Nessuno».

Poi prosegue sull’operato della dirigenza in questi primi 11 mesi di presidenza: «Quando parliamo di giocatori, dico che dobbiamo tornare a essere nella top ten del mondo. A volte i tifosi dimenticano quello che facciamo di buono e ricordano solo le cose andate storte. Molti media hanno detto che sono entrato nel mio ruolo il 15 ottobre, ma è avvenuto il 15 novembre -aggiunge il magnate indonesiano-. In questi 11 mesi abbiamo fatto proprio questo, abbiamo cambiato tante cose. Abbiamo fatto arrivare già a gennaio giocatori nuovi, sono arrivati Hernanes e D’Ambrosio con grosse spese. In estate abbiamo speso soldi, ma la gente si ricorda solo le cessioni perché bisogna rispettare la comproprietà. Ma in realtà il club spende e parecchio, abbiamo fatto entrare più giocatori per essere competitivi. Se guardiamo i nostri obiettivi, e lo dicevo l’anno scorso, avevamo un obiettivo di 26,5 di età media. Siamo arrivati a 26,4».

Sul mercato: «Acquisti? Non è solo una questione di marketing, quando un giocatore arriva all’Inter deve qualificarsi, non basta il nome. Quando prendiamo giocatori servono doti tecniche ma visto che prendiamo decisioni collettivamente è importante vedere le influenze sul marketing, abbiamo un grande mercato in Brasile e Cina. Chi va in campo naturalmente deve essere in grado di competere con la maglia nerazzurra», conclude Thohir.

Fabio Colosimo

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