“Abbiamo chiesto un contributo perché é ovvio e sotto gli occhi di tutti il contributo che le forze dell’ordine danno ogni domenica e non solo per garantire la sicurezza, credo che questa compartecipazione sia sacrosanta”.Così il sottosegretario con delega allo Sport, Graziano Delrio, ha risposto alle critiche mosse dai presidenti dei club di Serie A all’introduzione di un contributo a carico delle società di calcio per contribuire alla copertura dei costi delle forze dell’ordine in servizio allo stadio nel giorno della partita.

“La decisione del Parlamento – ha assicurato Delrio a margine del meeting informale dei ministri dello sport dell’Unione Europea alla Farnesina – è un segnale di una strategia generale di collaborazione e non va visto come un segnale di inimicizia nei confronti dei presidenti”.

“Un po’ di collaborazione – ha aggiunge Delrio – con il calcio già è iniziata, non partiamo da zero. Dobbiamo rendere i nostri stadi sempre più sicuri e fare delle cose innovative, come ho visto ha fatto la squadra della mia città, il Sassuolo, che contro la Juventus ha abbattuto le barriere. Gli stadi non sono delle gabbie ma dei luoghi di divertimento dove portare famiglie e bambini”. Certo è che la nuova legge per una volta ha unito compatti tutti i litigiosi presidenti nel dire no: “Mi verrebbe da rispondere con una battuta, ovvero che è successo anche ad altri, come i sindacati…”, ha concluso sorridendo Delrio.

Ma i club non sembrano intenzionati a innalzare bandiera bianca di fronte alla fermezza del governo. “Non si capisce”, ha affermato il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, a margine dell’assemblea di Lega, “perché si debba rispondere di ciò che accade fuori dagli stadi. Con questo criterio chiunque ha bisogno di forza pubblica dovrebbe ricevere una fattura”. Sulla stessa linea anche il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi. “Analizzeremo attentamente quello che si puo’ fare, ma siamo molto delusi. E’ assurdo che noi società dobbiamo contribuire a sicurezza pagando straordinari a polizia e carabinieri per ciò che accade fuori dal recinto dello stadio, mentre non funziona così per concerti e altri eventi pubblici”, ha spiegato il presidente del Parma,”se poi si vuole attaccare i club, il campionato si impoverirà sempre più”.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here