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A pranzo all’Eliseo, luogo di bufere e vendette negli ultimi tempi, è stata invitata oggi dal presidente Francois Hollande l’elite del calcio francese, per il lancio ufficiale degli Europei 2016: «la Francia onorerà l’appuntamento», ha garantito il capo dello stato. Lasciando i saloni, Michel Platini è stato più concreto: «quello che conta è che sia una Francia vincente». Al pranzo di lavoro, oltre ai vertici del calcio nazionale, erano stati invitati diversi ministri, fra i quali il premier Manuel Valls, appassionatissimo di calcio, e i sindaci delle città che ospiteranno fra due anni Euro 2016.

«È una chance per la Francia, per le nostre squadre, per i nostri territori, una chance per le nostre città organizzatrici, per i luoghi di ritiro, e una chance anche per il nostro calcio», ha detto il capo dell’Eliseo accogliendo Platini (presidente Uefa), Noel Le Graet (presidente della Federcalcio francese), il ct Didier Deschamps e Jacques Lambert, presidente del comitato organizzatore degli Europei. «Fra meno di due anni ci siamo – ha detto Deschamps lasciando l’Eliseo – contiamo tutti di fare il nostro meglio. Certo, c’è molta attesa, ci sono obiettivi da raggiungere, ma oggi non abbiamo parlato di calcio, soltanto di organizzazione. I sindaci sono pronti, l’Uefa sa quello che deve fare. L’importante è che ci sia sempre l’armonia che emergeva oggi in questo incontro».

«È importante che fra due anni ci sia una Francia vincente – ha detto Michel Platini ai giornalisti uscendo dal pranzo – io dico che ci sono ottime possibilità». Poi le solite risposte taglienti di «roi Michel» alle domande di rito: perchè continua ad osteggiare la tecnologia nel calcio? «io continuo a dire che a pallone giocano degli uomini e non dei robot. Per me continua ad essere meglio così».

Troppi soldi nel calcio? «Qualche anno fa, quando arrivò Abramovich al Chelsea, molti in Francia protestarono, affermando che non era corretto che qualcuno mettesse tutto quel denaro in una società. Oggi che anche in Francia arrivano dei giocatori niente male, questo problema sembra diventato meno grave…».

Fabio Colosimo

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