Quando David Beckham è entrato sul palco del Miami Dade County, nella Baia di Biscayne a Miami, di fronte al sindaco Carlos Gimenez e al Commissario della MLS Don Garber lo scorso febbraio per annunciare che avrebbe esercitato la sua opzione per l’acquisto di un franchise della MLS con base proprio a Miami, la risposta che ricevette da parte del pubblico, dei media e dell’industria del calcio è stata che dietro di lui ci fosse un patrimonio di supporto a sostegno della sua nuova avventura.

E’ ormai quasi agosto, sei mesi dopo l’annuncio, e Beckham e compagni hanno potuto fare qualche ricerca e fare le proprie proposte per trovare la sede adeguata a far giocare la nuova franchigia. Il Miami Beckham United Group ha fatto due proposte, purtroppo entrambe respinte. Perché allora, se Beckham ha il sostegno della comunità, dei leader politici e della MLS, le proposte non sono state accolte e perché Beckham sta andando incontro a dell’ostruzionismo in questa sua nuova avventura?

Garantire un posto per uno stadio nel centro città è abbastanza impegnativo e se si aggiunge poi che Beckham e il suo gruppo lo vorrebbero idealmente vicino “all’acqua” si aggiunge un altro strato di complessità. Il primo sito a Port Miami non è stato ben accolto da parte della comunità professionale locale, principalmente dalle industrie spedizioniere e da quelle crocieristiche, mentre la città ha respinto il secondo sito proposto, ovvero quello sulla baia vicino alla American Airlines Arena.Il Commissario del Miami-Dade County Xavier Suarez ha proposto che lo stadio fosse costruito vicino allo stadio di baseball dei Miami Marlins a Little Havana, ma Beckham ha respinto questa idea più volte. Fonti del gruppo di Beckham hanno detto che lo spazio è troppo piccolo e non rientra nella sua visione di un Miami superstar della Mls. Ora sembrerebbe che Beckham e la città stiano iniziando ad avvicinarsi ad un bivio con Beckham che vuole andare da una parte e Miami che stia andando dall’altra.

La preoccupazione più grande per Beckham riguarda la posizione del suo stadio, in quanto l‘accessibilità dei residenti della città è fondamentale per il suo progetto. La maggior parte del mercato per un club della MLS a Miami si trova entro i confini della città o molto vicino ad essa. Qui sta l’importanza di avere uno stadio in centro, come Beckham ha sottolineato in più occasioni, cosa che renderebbe più facile per i tifosi arrivare alle partite casalinghe attraverso l’uso di sistemi di trasporto pubblico già in atto, aumentando quindi la percentuale di partecipazione all’evento.

Ci sono state segnalazioni che suggeriscono come Beckham potrebbe abbandonare i suoi sforzi presso il MiamiDade County ecercando invece di spostarsi verso nord, a Broward County. Il commissario della contea Stacey Ritter ha dichiarato: “Ho chiamato David e gli ho detto che se le cose non dovessero andare bene a Miami potrebbe prendere in considerazione Broward? Mi ha chiamato di nuovo due giorni dopo e mi  ha detto che è aperto a tutte le alternative“.

Un consulente immobiliare di Beckham, John Alschuler, ha rifiutato di discutere se il Miami Beckham United Group considerasse  Broward County come una valida opzione oppure no. Un trasferimento fuori da Miami sarebbe certamente un duro colpo per coloro che vogliono vedere il calcio della MLS all’interno delle mura della città e potrebbe anche trasformarsi in un ostacolo troppo grande da sormontare anche per il sogno da superstar di David Beckham.

Alberto Lattuada

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