L’azionariato popolare per il Bari Calcio «per continuare a soffrire e soprattutto a godere dei colori biancorossi»: un’idea che torna di attualità davanti al «miracolo dei trentamila che affollano gli spalti del San Nicola». A rilanciarla è il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, barese e sostenitore da sempre della squadra, fin dagli anni Cinquanta, quando, ricorda, «ci si metteva in fila fin dall’ora di pranzo per entrare nel vecchio stadio Della Vittoria, con un panino, un pò di frutta e tanta passione per i Galletti». Quella di ieri, seconda asta giudiziaria per l’aggiudicazione del club fallito andata deserta, è per Introna «una giornata che spiega il dramma della Bari calcistica, ridotta a guardare fuori dei confini per sperare in un futuro». Ma c’è uno spiraglio, la fiducia viene «dai 25-30 mila pazzi innamorati che, con il loro affetto, stanno cancellando la vergogna delle valigette di soldi consegnate prima delle partite e della compravendita dei derby».

Un Bari per i baresi

Tifose e i tifosi così generosi meritano una formazione che rappresenti con onore la città nel massimo campionato, secondo Introna, che è stato tra i primi a sostenere il progetto di un «Bari dei baresi», con l’acquisto di quote societarie aperto ai sostenitori. «Lanciai la proposta ai Matarrese fin dal ritorno in A del 2009, considerando l’azionariato popolare – dice Introna – una soluzione che avrebbe potuto far leva sul sostegno di un pubblico tra i più calorosi d’Italia, ma la società non ritenne allora di dover accedere. L’ho anche rilanciata nel 2012, parlandone con quel maestro di giornalismo e di storia biancorossa che è Gianni Antonucci, concordando con lui sulla necessità in un intervento straordinario, oltre che sulla comune passione sportiva». Ma anche in quella occasione gli articoli e le interviste rimasero inascoltati. La cordata locale, composta da un pool di industriali del barese potrebbe – secondo introna – rappresentare una svolta. «Io ci sono, sarei tra i primi a sottoscrivere – assicura – come ho dichiarato fin da quando ho lanciato la mia proposta».