juventus-roma-bilancio-fair-play-finanziario-pirlo-tottiLa Juve travolge la Roma nella super-sfida dello Juventus Stadium. Un tre a zero (in gol Vidal, Bonucci e Vucinic su rigore) che non lascia scampo ai giallorossi di Rudi Garcia, che perde l’imbattibilità in campionato e piomba a meno otto in classifica dai bianconeri, che si laureano così campioni d’inverno e mettono una seria ipoteca sul titolo. Ma se sul campo la sfida è finita con il trionfo della Juve, anche dietro alla scrivania, nel confronto tra due delle tre società calcistiche quotate a Piazza Affari, il club presieduto da Andrea Agnelli prevale nettamente su quello guidato da James Pallotta.

Nonostante entrambe i club abbiano una filosofia gestionale simile e al passo con i tempi, incentrata sulla crescita dei ricavi (specie quelli legati allo stadio e alle attività commerciali), il club capitolino, a differenza della Juve, che può però contare su un bacino di tifosi ben più consistente e sullo stadio di proprietà (ereditato dalle passate gestioni), non è ancora riuscito a tradurre in risultati economici (e sportivi) le dichiarazioni di intenti fatte dalla propria dirigenza.

Le ultime due stagioni, quelle successive al passaggio del controllo della Roma dalla famiglia Sensi al pool di investitori americani, sono state infatti disastrose, non solo dal punto di vista sportivo ma principalmente da quello finanziario. Nonostante gli importanti investimenti effettuati per rafforzare la squadra la Roma ha infatti chiuso gli ultimi due campionati con un settimo e un sesto posto. Poca cosa per un club e una tifoseria che negli anni precedenti erano stati abituati a lottare per le posizioni di vertice.

Ma è sul fronte finanziario, nonostante la presenza nell’azionariato di una banca come Unicredit, che la sconfitta è stata ancora più pesante. La Roma a stelle e strisce ha infatti chiuso le stagioni 2011/2012 e 2012/2013 in perdita rispettivamente per 58,2 milioni e 39,9 milioni. Un risultato dovuto principalmente al costo per sostenere gli investimenti effettuati nel potenziamento della rosa che, anche alla luce dei deludenti risultati sul campo, non sono stati sufficientemente compensati dai ricavi, scesi dai 143 milioni del 2010/2011 ai 115 milioni del 2011/2012, per risalire, ma solo di poco, ai 124 milioni dell’ultima stagione.

dati in milioni di euro
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Non è un dato secondario, visto che la perdita aggregata della Roma negli ultimi due esercizi è pari a 98,1 milioni, ben oltre i 40 milioni indicati dal regolamento Uefa sul Fair Play Finanziario. Il rischio è dunque che, anche tenendo conto i fattori di mitigazione previsti dalla normativa, che consentiranno di non considerare nel conteggio finale alcuni costi (come quelli per gli stipendi dei calciatori tesserati prima del giugno 2010), la Roma possa non avere le carte in regola per partecipare alle prossime competizioni europee.

Per la dirigenza e la tifoseria giallorossa sarebbe davvero una beffa. Specie se la squadra sapientemente allestita da Walter Sabatini, che quest’anno è riuscito a finanziarsi il mercato in entrata con le cessioni dei campioni acquistati negli anni precedenti, dovesse strappare sul campo il biglietto per la prossima Champions League. E in tal caso il danno sarebbe grande anche dal punto di vista economico.

dati in milioni di euro
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Al contrario della Roma, invece, la Juventus, sfruttando anche i ricavi aggiuntivi legati alla partecipazione alla Champions, ha lavorato per ridurre progressivamente la perdita di esercizio e diventare finanziariamente autosufficiente dall’azionista di riferimento (la Exor della famiglia Agnelli-Elkann) in un arco temporale di tre anni. Tanto che sulla base degli ultimi due esercizi, chiusi in perdita rispettivamente per 48,8 e 15,9 milioni, la Juve dovrebbe essere in regola con il Fair Play Finanziario. Questo grazie anche al fatto che le spese per lo stadio di proprietà e quelle per il settore giovanile, che equivalgono a circa 20 milioni l’anno, saranno dedotte dai costi nell’ambito del calcolo della break-even rule.

juve e roma in borsa
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Dove invece la Roma prevale sulla Juventus è in borsa. Se si considera l’andamento dei due titoli nelle ultime quattro stagioni (dal 1° settembre 2010 ad oggi), rettificato per gli aumenti di capitale effettuati nel tempo, quello della società giallorossa ha guadagnato il 22,16%, mentre le azioni della Juve hanno registrato una performance negativa del 38,61%. Ma l’ottima performance della Roma è soprattutto legata al rally messo a segno dal titolo lo scorso autunno. Un balzo di circa il 150% in poche sedute, legato più all’euforia per il scintillante avvio di stagione che a ragioni di natura fondamentale, considerato che, per stessa ammissione degli amministratori, anche quest’anno la Roma chiuderà il bilancio in rosso.