Il colosso americano dello sportswear Nike stima che  il suo fatturato raggiungerà 36 miliardi dollari (circa 26,5 miliardi di euro) nell’anno finanziario 2017, toccando i 30 miliardi di dollari già nel 2015. Se l’obiettivo venisse raggiunto, per la società di Eugene (Oregon) significherebbe una grande crescita di fatturato, visto che ha chiuso l’esercizio 2013 a maggio con ricavi in crescita dell’8,5% a 25,3 miliardi di dollari.

In questa crescita il colosso statunitense, che da anni è lo sponsor tecnico di club prestigiosi come Barcellona, Manchester United, Inter, Juventus e, in Brasile, Corinthians (solo per citarne alcuni), potrà contare sul fatto che è il produttore ufficiale delle due maglie più rappresentative della storia del calcio: quella della Selecao brasiliana, e, da quest’anno, della nazionale inglese, ovvero il Paese dove nacque il calcio. In questo senso non c’è dubbio, vista anche la grande capacità di mobilitazione dei tifosi di Sua Maestà, che le maglie Nike la faranno da padrone sugli spalti dei prossimi Mondiali in Brasile.

Non a caso,  Mark Parker, ceo della società, ha spiegato che a trainare le vendite nei prossimi anni saranno soprattutto i settori dell’abbigliamento, oltre che  i prodotti  per le donne e l’incremento del fatturato online . “Per Nike, nessun mercato è ancora pienamente sviluppato”, ha  spiegato Parker. “Nike è una società di crescita, e i nostri risultati negli ultimi 10 anni hanno dimostrato questo è  la realtà.”

Bisogna ricordare che Nike a maggio ha chiuso il bilancio 2012/13 con ricavi a 25.3 miliardi di dollari (da 23,3 miliardi del 2012) e con un utile di 2,46 miliardi di dollari (1,8 miliardi di euro) rispetto ai 2,26 miliardi del 2012.

Il suo principale rivale a livello mondiale, la tedesca Adidas, che veste club come Real Madrid, Milan, Chelsea e tra le nazionali Germania, Spagna e Argentina,  ha registrato nel 2012 ricavi per 14,8 miliardi di euro e utili di 791 milioni.