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Andrea Agnelli

La nascita di un supercampionato europeo da 20 squadre senza retrocessioni che sostituisca le leghe nazionali e, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, la realizzazione di nuovi stadi sul modello dello Juventus Stadium. E’ questa in estrema sintesi la ricetta, che secondo Andrea Agnelli, presidente della Juventus, dovrà seguire nei prossimi anni il calcio continentale.

Il numero uno del club bianconero era oggi a Londra come unico ospite italiano del congresso Leaders In Football, un evento sul calcio internazionale organizzato nei pressi della sede del Chelsea. Nella sua relazione Agnelli ha evidenziato mali e arretratezze del calcio made in Italy e ha prefigura anche una soluzione suggestiva quanto controversa per i principali club d’Europa: un campionato chiuso riservato a 20 squadre, senza retrocessioni, sul modello dello sport americano. “Il problema è che la Uefa rifiuta automaticamente il sistema americano. Ma un campionato chiuso tra le 20 squadre migliori d’Europa sarebbe il massimo da un punto di vista economico”, ha insistito Agnelli.

Riguardo alla Serie A, Agnelli ha lamentato il fatto che il campionato italiano “non è più’ una destinazione finale ma solo una tappa intermedia” per i grandi campioni a causa della perdita di competitività a livello economico. Non a caso Agnelli ha ammesso che sarà difficile per il club bianconero trattenere il talento Paul Pogba nei prossimi anni. “La principale riforma che dobbiamo applicare al calcio italiano è il miglioramento degli stadi”, ha spiegato Agnelli, “la Juventus e gli altri club devono essere al centro della riforma politica necessaria per far crescere il nostro calcio che ha perso la sua spinta trainante”. Inoltre, ha continuato, il tema in agenda non deve essere quello sulla ripartizione degli attuali dititti tv ma quello di come accrescerli

Un declino, quello italiano, che si riflette anche nella bocciatura alla candidatura dell’Italia per ospitare gli Europei 2016. “Probabilmente l’Italia non è risultata efficace per la Uefa. Perché se l’Italia si candida a qualcosa, dovrebbe vincere” è stata l’accusa del numero uno bianconero.

A sorpresa Agnelli si è detto diffidente sul fair play finanziario: “Prima voglio conoscere le sanzioni che adotterà la Uefa per i club trasgressori perché anche una multa di 10 milioni di euro non sarebbe granché. Ma neppure la squalifica è plausibile. Immaginiamo che la Uefa un anno tenga fuori dalle sue competizioni Juventus, Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester United: cosa direbbero le tv?” ha insistito Agnelli.