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È come un Giubileo organizzato ogni due mesi e mezzo, per nove anni; oppure come una Expo molto più lunga di quella milanese. L’università La Sapienza ha scandagliato il progetto Tor di Valle e ha preparato un corposo report per stimare l’impatto economico dello stadio della Roma sulla Capitale. In estrema sintesi, certifica il team di docenti dell’università, l’effetto della nuova casa dei giallorossi sulla città “è decisamente positivo”: salirà il gettito fiscale, si ridurrà il tasso di disoccupazione e il pil cumulato aumenterà di 18,5 miliardi in nove anni.

Quello che sorgerà a Tor di Valle sarà molto di più di un normale campo da gioco e il suo impatto economico su Roma – intesa come città – sarà ampio e non vincolato al match day giallorosso. I risultati delle oltre cinquanta pagine di rapporto erano stati anticipati nelle scorse settimane; oggi sono messi nero su bianco i numeri, dal ripasso sugli ettari coinvolti fino agli effetti positivi sull’occupazione.

Investimenti per 1,6 miliardi, il cemento meno di un terzo del verde

L’intera area coinvolta per la realizzazione dello Stadio della Roma a Tor di Valle è di 180 ettari e per la buona riuscita del progetto sul piatto ci sono 1,6 miliardi di euro, tutti da investitori privati. Parte di questi finanziamenti saranno destinati alla realizzazione di Stadio, Business Park e Convivium; 460 milioni, il 28,75%, serviranno a realizzare opere pubbliche che, tra verde e infrastrutture, occuperanno il 78% dei 180 metri quadrati complessivi.

Le costruzioni che serviranno ad esclusivo fine privato sono tre e si svilupperanno su 38,5 ettari: lo Stadio (21), il Business Park (12,5) e il Convivium (5), una piazze con negozi e ristoranti a due passi dagli spalti e dal campo di allenamento della Roma. Per arrivare ai 180 ettari bisogna sommare a questi lo spazio destinato a verde pubblico (62) e quello per la viabilità che prevede la realizzazione, ad esempio, di strade, ponti, piste ciclabili oltre al prolungamento della Metro B fino alla stazione di Tor di Valle.

Stadio della Roma, spazio e territori in cifre - Fonte report La Sapienza su impatto economico Stadio
Stadio della Roma, spazio e territori in cifre – Fonte: Report La Sapienza su impatto economico Tor di Valle

Ipotizzando come data di inizio lavori il 2017, il team di ricerca della Sapienza immagina che il totale dei soldi a disposizione venga speso nel giro di sei anni: deadline nel 2022, con una ripartizione “in 2/3 nei primi tre anni e 1/3 negli ultimi tre”. Le opere pubbliche saranno finanziate tutte da subito per una spesa complessiva che al netto dei costi tecnici – ad esempio, gli oneri per la sicurezza – sfiorerà i 380 milioni di euro nel giro di due anni; sempre nel 2019 termineranno gli espropri per 8,6 milioni di euro e bisognerà aspettare fino al 2022 per vedere l’ultima tranche di investimenti che porterà il totale a 1,2 miliardi.

Impatto su pil, occupazione e Stato, tra fisco e trasporti 

È chiaro che questa iniezione di denaro nel tessuto romano potrà aiutare l’economia della Capitale. Secondo il team accademico, la realizzazione del progetto genererà un aumento del pil cumulato di 5,7 miliardi fino al 2019, di 12,5 al 2022 e di 18,5 miliardi al 2025. Il benchmark di riferimento è la situazione attuale, ovvero la non-realizzazione dello Stadio che causerebbe il mancato godimento dei benefici stimati; non solo il prodotto interno lordo, anche i consumi privati che cresceranno di 2,4 miliardi in nove anni.

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Aumento del gettito fiscale con il progetto Stadio della Roma Tor di Valle

“Alla crescita del pil – si legge nel report – corrispondono effetti positivi sull’occupazione e sulla fiscalità pubblica”. Il lavoro, calcola La Sapienza, aumenterà e toccherà 12.500 nuovi occupati in un paio di lustri, con una consequenziale “riduzione media del tasso di disoccupazione annuale pari a circa 0,8 punti percentuali“. L’impatto occupazionale diretto del progetto, invece, coinvolgerà 1.500 maestranze del settore edile durante la fase di costruzione; a regime saranno 4mila i lavoratori, in aggiunta ai circa 15-20mila addetti del Business Park.

Tra chi beneficerà più degli altri del nuovo Stadio della Roma è lo Stato che potrà incassare 460 milioni di euro in opere pubbliche oltre a un maggiore gettito fiscale, garantito prima dai lavori e poi, in futuro, dall’attività ordinaria dell’intero complesso. Partiamo dalle tasse: 142 milioni all’anno per nove anni che non arriverebbero se i giallorossi continuassero a giocare all’Olimpico. Tra il 2017 e il 2026, spiega lo studio, il gettito fiscale grazie a Tor di Vale crescerà di 1,4 miliardi di euro e la sola Roma Capitale potrà beneficiare di 30,4 milioni di euro in più, con punte da 4,1 milioni nel 2022-2023.

Potenziamento delle infrastrutture dei trasporti
Potenziamento delle infrastrutture dei trasporti con il progetto Stadio della Roma – Tor di Valle

Non solo tasse, come detto. Con l’intento dichiarato di portare il 50% dei tifosi allo Stadio in modo sostenibile – in bicicletta, con i mezzi pubblici o in condivisione – chi ha firmato il progetto Tor di Valle ha dovuto tenere ben in considerazione i lavori da fare per placare le proprie ambizioni green. Sono stati stanziati 460 milioni di euro che serviranno a mettere ordine in tutta la zona: quasi 170 milioni per migliorare la viabilità, svincoli, ponti, messa in sicurezza; 211 milioni saranno dedicati al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile, con il prolungamento della metro B che costerà 54,6 milioni di euro. Quasi un terzo in meno di quanto sia costata in media ogni singola stazione della metro C.

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