Nei mercati mondiali è tornato in voga il settore della difesa. L’attacco all’Ucraina da parte della Russia – spiega MF-Milano Finanza – si sta evolvendo verso una forma ibrida che ingloba i profili di una guerra cyber, in cui attacchi hacker mirati riescono a provocare conseguenze tangibili in infrastrutture e asset chiave del Paese aggredito.
Una ricerca della società di cybersecurity Eset ha svelato due nuove famiglie di malware che aggrediscono le organizzazioni ucraine. In Borsa, questo tipo di conflitto si è convertito in un rally massiccio dei titoli del comparto, in controtendenza rispetto ai principali indici globali. Le società specializzate in difesa e sicurezza informatica hanno cominciato a macinare guadagni e, guardando ai principali titoli del settore, il guadagno medio soltanto nell’ultima settimana fa segnare un +17%.
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Tra i titoli alle stelle, quello che più ha guadagnato è Rheinmetall, azienda tedesca produttrice di armi da fuoco. Ritenuta la maggiore industria nel campo degli armamenti nel Paese che ha la più forte economia del continente europeo, la società ha fatto registrare un balzo di oltre il 50% da quando la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina.
Anche l’italiana Leonardo è cresciuta di oltre il 27%, toccando i massimi degli ultimi due anni in Borsa a quota 8 euro. Tra le altre realtà galvanizzate dalla guerra ci sono il colosso degli F-35, Lockheed Martin, ma anche il produttore del missile terra-aria Stringer, Raytheon Tech, oltre a una società di sistemi di sicurezza di rete e servizi anti-ransomware come Fortinet.
Questa la top 10 dei titoli legati alla difesa, in ordine di performance dallo scoppio della guerra:
- Rheinmetall (Germania): +51,70%
- Leonardo (Italia): +27,25%
- Thales (Francia): +21,88%
- Fortinet (USA): +18,74%
- Northrop Grumman (USA): +18,14%
- Lockheed Martin (USA): +17,41%
- Dassault Avia (Francia): +11,86%
- Raytheon Tech. (USA): +11,37%
- Fincantieri (Italia): +8,79%
- General Dynamics (USA): +7,88%
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