Ricavi senza diritti tv. I diritti televisivi nel calcio corrispondono al 45% circa del totale dei ricavi delle società. Pertanto potrebbe essere interessante chiedersi cosa succederebbe se questi ricavi non fossero considerati nelle entrate di un club.
KPMG Football Benchmark ci ha provato, stilando una classifica dei ricavi dei club eliminando quelli derivanti dai diritti radiotelevisivi, per vedere se e in che misura si modificherebbero gli introiti delle società e quali sono quelle che risentirebbero maggiormente di questo cambiamento. Per farlo sono stati utilizzati i dati relativi ai bilanci 2015/2016 dei club, considerando i 32 più ricchi per quanto riguarda i ricavi totali.
Ricavi senza diritti tv, come cambia la classifica
Una prima cosa che si può notare è che la classifica di queste 32 società cambia radicalmente. Ad esempio, tutti e quattro i club della Bundesliga presenti in elenco sono riusciti a migliorare le loro posizioni, soprattutto grazie alla forza commerciale complessiva del loro mercato interno. Un punto a favore del modello di business tedesco, orientato all’autosufficienza delle società calcistice.

Guardando fuori dalle cosiddette “grandi cinque” leghe europee, i due campionati emergenti sono l’Eredvisie e la Super Lig turca. Ajax (+25 posizioni), PSV (+17) e Feyenoord (+32) hanno complessivamente migliorato la loro classifica di 74 posti e anche il trio dei giganti turchi Fenerbahçe (+10), Galatasaray (+7) e Beşiktaş (+17) si è arrampicato sulla scala dei “ricavi non-televisivi”.
D’altra parte, la caduta di alcuni club inglesi e spagnoli, riflette al contrario una sorta di dipendenza dalle gigantesche offerte per i diritti di radiodiffusione. A soffrire maggiormente di questa mancanza è il Southampton, che nella classifica ha perso ben 12 posizioni, mentre in seconda piazza troviamo l’Everton (-9). Un segnale che potrebbe accendere una lampadina nella testa di queste società, che a lungo termine potrebbero soffrire questa situazione.
Allo stesso modo, è interessante notare l’importanza dei ricavi di trasmissione per l’Atlético Madrid, che ha perso sei posizioni dopo la rimozione del flusso di entrate proveniente dai diritti tv.
Un altro caso che può destare interesse è quello della Juventus. Come gli altri club italiani, anche i bianconeri si sono sempre appoggiati ai ricavi provenienti dai diritti televisivi, ma eliminando questa voce la Juve perde solamente una posizione. Un risultato frutto del lavoro degli ultimi anni, che attraverso la realizzazione dello stadio di proprietà ha portato ad un aumento degli incassi provenienti dalle partite e dal merchandising.

Ricavi senza diritti tv, quanto incidono le altre attività dei club
Un ultimo aspetto interessante che emerge dall’analisi di KMPG è l’impatto dei ricavi diversi dai diritti tv sul totale dei fatturati dei club: più alta è la percentuale, maggiore è il controllo del club sulle proprie entrate. Al primo posto troviamo il Brighton & Hove Albion (77%), forte del fatto che, arrivando dalla Championship, i ricavi televisivi relativi al bilancio 2015/2016 sono stati inferiori a quelli derivanti dalla Premier League, dove ora milita. Al secondo e terzo posto ci sono invece due club che giocano la Champions League: il Paris Saint-Germain e il Bayern Monaco (75%). La prima delle italiane è il Milan, ferma al nono posto (60%).
Nella parte bassa della classifica ecco invece spuntare Bournemouth (14%) – ultimo –, Eibar (15%) e Getafe (15%).

Dunque se la crescita dei ricavi inerenti alla vendita dei diritti tv può continuare a crescere in base ad accordi più vantaggiosi con le televisioni, va considerato che a lungo termine un buon modello di business dovrebbe basarsi piuttosto su una sana gestione dei ricavi derivanti da altre attività.