Caso Lotito, la Procura indaga sulle oscillazioni del titolo della Lazio in Borsa

L’obiettivo è verificare se alla diffusione di informazioni ritenute false siano corrisposte oscillazioni anomale e possibili operazioni speculative.

Inchiesta Lazio titolo Borsa
(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Si allarga al mercato azionario l’inchiesta della Procura di Roma sulle presunte pressioni esercitate nei confronti del presidente della Lazio Claudio Lotito. I magistrati hanno delegato ai carabinieri una serie di accertamenti sull’andamento in Borsa del titolo della società biancoceleste, con l’obiettivo di verificare se alla diffusione di informazioni ritenute false siano corrisposte oscillazioni anomale e possibili operazioni speculative.

L’ipotesi di reato al centro dell’inchiesta è quella di aggiotaggio, cioè la manipolazione del mercato attraverso informazioni potenzialmente in grado di incidere sul prezzo di strumenti finanziari. La Lazio è infatti una società quotata e, secondo quanto contestato dalla Procura, la diffusione di determinate notizie sarebbe stata «concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa».

Il nuovo filone di verifiche punta quindi a ricostruire, passo dopo passo, l’andamento del titolo nei periodi in cui sono circolate alcune delle informazioni finite all’attenzione degli investigatori, per capire se qualcuno abbia eventualmente operato sulle azioni approfittando delle variazioni di prezzo.

Sotto esame il periodo 2024-2025

Gli accertamenti finanziari si concentrano in particolare sul periodo 2024-2025, nell’ambito di un’indagine nata anche da una serie di denunce presentate dallo stesso Lotito. Più in generale, le contestazioni della Procura fanno riferimento a una presunta attività iniziata dal giugno 2024 e proseguita successivamente.

Secondo gli inquirenti, tra le informazioni diffuse figuravano indiscrezioni su una imminente cessione del pacchetto di controllo della Lazio, sulla situazione finanziaria di società riconducibili a Lotito e perfino sull’ipotesi che il presidente volesse deliberatamente portare il club alla retrocessione per ottenere il cosiddetto paracadute economico previsto dalla Serie A. Circostanze che la Procura considera false nell’ambito dell’impianto accusatorio.

Il punto che gli investigatori devono ora chiarire è se la diffusione di queste notizie abbia avuto conseguenze concrete non soltanto sul clima attorno alla società e sulla contestazione nei confronti del presidente, ma anche sull’andamento delle azioni Lazio e sulle operazioni effettuate sul mercato.

Sequestrati telefoni e computer

Nell’ambito dell’inchiesta, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno effettuato perquisizioni nei confronti di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, dell’amministratore delegato dell’istituto Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani. Le attività investigative puntano a ricostruire eventuali rapporti e comunicazioni tra i soggetti coinvolti e a verificare l’esistenza di una possibile strategia coordinata.

I militari hanno acquisito telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici, il cui contenuto sarà analizzato per ricostruire quella che gli inquirenti considerano una possibile “filiera” della diffusione delle informazioni. L’obiettivo è stabilire se diversi episodi – dai contenuti pubblicati sui social fino agli articoli di stampa e alle iniziative di contestazione – possano essere collegati fra loro e, soprattutto, se abbiano avuto anche una dimensione finanziaria, attraverso operazioni effettuate sul titolo in coincidenza con la pubblicazione di determinate notizie.

Il nodo delle oscillazioni in Borsa

Il versante finanziario diventa così uno degli elementi centrali dell’indagine. Gli investigatori intendono confrontare la cronologia delle pubblicazioni ritenute rilevanti con i movimenti del titolo della Lazio, verificando volumi, prezzi e soggetti eventualmente attivi nelle singole sedute.

Sarà questo approfondimento a dover stabilire se alle presunte attività di pressione sul presidente biancoceleste si sia affiancato anche un tentativo di condizionare il valore della società quotata o di trarre vantaggio dalle oscillazioni delle azioni. Le ipotesi formulate dalla Procura restano naturalmente da verificare nel corso dell’indagine. Gli accertamenti sui dispositivi sequestrati e sui movimenti del titolo serviranno ora a stabilire se esistano elementi in grado di collegare la diffusione delle informazioni contestate a eventuali operazioni speculative sul mercato.

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