I Mondiali 2026 sono terminati con la vittoria della Spagna, ma anche prima dell’ultimo atto c’è stato comunque tempo per l’ultima grande polemica ufficiale del torneo. Infatti, come riporta The Athletic, la FIFA questa volta è finita nel mirino della governatrice dello stato del New Jersey, in cui il MetLife Stadium ha sede, Mikie Sherrill.
Il tutto nasce dalla decisione del massimo organo del calcio mondiale di mettere in vendita sul proprio store ufficiale alcune pezzi del terreno di gioco su cui si sono sfidati ieri sera Spagna e Argentina. Gli oggetti da collezione sono prodotti dalla società britannica Keep Stub, che sul proprio sito offre altre tre versioni al prezzo di 900, 1.200 e 3.000 dollari. Ciascuna delle quattro versioni è limitata a 2.026 esemplari, il che significa che, se andassero tutti esauriti, genererebbero oltre 11,2 milioni di dollari di ricavi (9,8 milioni di euro al cambio attuale).
Tutto questo ha suscitato preoccupazione nell’ufficio della governatrice del New Jersey, poiché i contribuenti dello Stato hanno finanziato il campo. Secondo documenti ottenuti dal sito North Jersey, la New Jersey Sports and Exposition Authority (NJSEA) ha speso 13,04 milioni di dollari per garantire che il terreno di gioco fosse conforme agli standard FIFA, attribuendo tale spesa a «progettazione, costruzione del campo e attrezzature e servizi per la manutenzione del terreno di gioco». La NJSEA è un’autorità pubblica e gestisce il Meadowlands Sports Complex, che ospita il MetLife Stadium.
Dal punto di vista del New Jersey, quindi, lo Stato ha sostenuto tutti i costi mentre la FIFA incassava i profitti. Steve Sigmund, portavoce della governatrice Sherrill, ha dichiarato a The Athletic: «Come ha detto la Governatrice, il New Jersey ha pagato diversi milioni di dollari per l’intero costo del terreno di gioco del MetLife Stadium, quindi i contribuenti del New Jersey dovrebbero condividere qualsiasi ricavo». Anche i Repubblicani dell’Assemblea del New Jersey si sono schierati con la governatrice Sherrill, esponente dei Democratici, sottolineando come l’ostilità nei confronti della FIFA sia diventata una questione bipartisan nello Stato.
«La FIFA deve togliersi dal nostro terreno, letteralmente – ha dichiarato il deputato Mike Inganamort –. I contribuenti del New Jersey hanno finanziato 13 milioni di dollari di lavori al MetLife Stadium, compresa la sostituzione del manto sintetico con l’erba naturale. Inoltre, la New Jersey Sports and Exposition Authority detiene il contratto di locazione del terreno dello stadio. Si tratta di una proprietà statale. La FIFA non può semplicemente vendere il terreno di gioco senza autorizzazione. Quello che sta accadendo non è soltanto un cattivo affare per i contribuenti del New Jersey, è illegale. L’amministrazione Sherrill deve utilizzare ogni strumento a sua disposizione per impedire alla FIFA di vendere il nostro campo, compresa la richiesta di un’ingiunzione».
Inganamort, membro della Commissione Bilancio dell’Assemblea, ha proseguito: «È erba coltivata negli Stati Uniti, pagata dai contribuenti del New Jersey e installata in un complesso di proprietà dello Stato. La vendita deve rispettare tutte le norme e le leggi che disciplinano la cessione dei beni pubblici in eccedenza. Deve andare a beneficio dei contribuenti del New Jersey, non della FIFA o di un comitato organizzatore che divide le risorse tra New Jersey e New York. La Coppa del Mondo della FIFA è stata finanziata dai contribuenti del New Jersey e loro ci hanno calpestati. Questo è l’insulto finale. È arrivato il momento che questa amministrazione tenga testa alla FIFA».
Tuttavia, fonti vicine sia alla FIFA che al comitato organizzatore congiunto sostengono che, in questa occasione, la FIFA sia solo parzialmente responsabile. Secondo tali fonti, il comitato organizzatore e la FIFA hanno un accordo per vendere una piccola porzione del terreno di gioco, pari a circa 5 yard complessive (corrispondenti a 4,5 metri). Le stesse fonti affermano che il comitato organizzatore riceverà la maggior parte dei proventi, che saranno reinvestiti nelle attività del comitato nella regione. La FIFA riceverà una quota di ricavi inferiore rispetto al comitato organizzatore per l’utilizzo delle proprie licenze, che, secondo fonti FIFA, corrisponde a una percentuale a una sola cifra.
Un portavoce della FIFA ha dichiarato a The Athletic: «Per chiarire, l’iniziativa di vendita del terreno di gioco è guidata dalla città ospitante e non rappresenta una fonte di ricavi per la FIFA, come erroneamente riportato negli ultimi giorni. La FIFA riceve una royalty simbolica (inferiore al 5%) per l’utilizzo della propria proprietà intellettuale, mentre una quota maggiore dei ricavi generati dal programma va al NYNJ Host City Committee. Inoltre, per questo programma verranno utilizzate soltanto circa cinque yard di terreno di gioco. Le affermazioni secondo cui la FIFA ricaverebbe 11 milioni di dollari sono categoricamente false».
Nel complesso, New York e New Jersey hanno investito centinaia di milioni di dollari in questa Coppa del Mondo. Tra la città e lo Stato di New York, il comitato organizzatore ha ricevuto 61 milioni di dollari, mentre il New Jersey ha contribuito con 50 milioni, di cui 15 milioni sotto forma di prestito da parte della New Jersey Sports and Exposition Authority. I due Stati hanno inoltre speso milioni di dollari per promuoversi in occasione della Coppa del Mondo, mentre insieme hanno ricevuto oltre 66 milioni di fondi federali destinati alla sicurezza. Il New Jersey ha inoltre speso più di 37 milioni per i lavori di miglioramento del MetLife Stadium e altri 40 milioni — di cui 13,2 milioni provenienti da aiuti federali — sono stati investiti per una nuova passerella pedonale nei pressi dello stadio. Ulteriori 40 milioni sono stati stanziati per coprire i costi delle agenzie del New Jersey, che potrebbero emergere nel corso dell’estate. La logica alla base di questi investimenti è che possano essere recuperati grazie ai circa 3,3 miliardi di impatto economico stimato per la regione, anche se studi di questo tipo vengono spesso interpretati con cautela.