L'ex capo della Curva Sud milanista Luca Lucci «ha creato un business di droga da 7 milioni»

Pubblicate le motivazioni da parte del Gup in seguito alla condanna a 18 anni e otto mesi.

Luca Lucci richiesta carcere
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Luca Lucci, l’ex capo ultrà della Curva Sud milanista anche arrestato nel settembre 2024 nel maxi blitz “Doppia curva”, grazie alla sua «capacità organizzativa», tra il luglio 2020 e il marzo 2021, in piena pandemia da Covid sarebbe riuscito, assieme ad un altro componente della «associazione criminale», ad effettuare «14 importazioni di hashish e marijuana» per quasi 2mila kg in totale e per un «volume d’affari pari a quasi 7 milioni di euro».

Lo scrive la gup di Milano Giulia Masci nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso aprile ha condannato in abbreviato per narcotraffico internazionale di droga a 18 anni e 8 mesi di reclusione l’ex leader della Sud rossonera, già condannato a 10 anni nel procedimento per associazione per delinquere sul caso curve anche per un tentato omicidio (per domani per lui e altri ultrà è fissato il processo abbreviato in appello).

Lucci, stando all’inchiesta della Squadra mobile della Polizia, coordinata dai pm Leonardo Lesti e Rosario Ferracane, sarebbe stato al vertice della presunta associazione dedita al traffico internazionale di droga che, tra il 2020 e il 2021, avrebbe movimentato tonnellate di hashish e marijuana. La giudice, che in sostanza ha accolto le richieste dei pm della Dda milanese, ha condannato anche altri 22 imputati a pene dai 3 fino ai 13 anni e 6 mesi di carcere. La «capacità organizzativa» di Lucci, si legge ancora nelle motivazioni, «si spingeva sino ad avere diversi contatti in Marocco direttamente con i produttori» di droga. Era sempre lui anche a gestire «la fase materiale della consegna» agli acquirenti avvalendosi di «due corrieri compiacenti», che lavoravano per la «società Amazon» – del tutto estranea alle indagini – e che venivano pagati dall’acquirente 500 euro a consegna.

Lucci, ricostruisce ancora la gup, risolveva «i problemi che di volta in volta» si presentavano. Così quando «il corriere che di norma si occupava del trasporto» della droga era stato arrestato in Francia, lui «si adoperava immediatamente per risolvere la situazione». La gup ha anche condannato, tra gli altri, a 9 anni e 5 mesi Rosario Calabria, ritenuto vicino a Lucci e alla cosca di ‘ndrangheta dei Barbaro-Papalia, e a 8 anni e 10 mesi Daniele Cataldo, l’ex vice di Lucci e anche lui già condannato per il tentato omicidio del 2019 dell’ultrà Enzo Anghinelli. E ancora Fatjon Gjonaj, altro presunto capo dell’associazione finalizzata al narcotraffico assieme a Lucci, a 13 anni e mezzo, e a 5 anni e un mese Roberta Grassi, ritenuta anche la presunta contabile della Sud milanista per conto di Lucci.

Intanto, nel filone principale in Corte d’Appello, con rito abbreviato, scaturito dalla maxi inchiesta della Dda, della Polizia e della Gdf ribattezzata Doppia curva, e che prenderà il via domani, si dovrebbe andare verso una serie di patteggiamenti in secondo grado, con l’istituto del cosiddetto concordato in appello.