Non solo la Juventus, i media e l'oro: Tether ora investe sui robot

La società controllata dagli italiani Devasini e Paolo ha partecipato all’aumento di capitale da 70 milioni di euro della startup Generative Bionics.

Tether investimenti robotica
Paolo Ardoino (Foto: screenshot da video)

Non solo criptovalute, oro, Juventus e media. Tether allarga ancora il proprio raggio d’azione e punta con decisione sulla robotica, uno dei settori che stanno attirando maggiori investimenti a livello globale in vista dello sviluppo della cosiddetta Physical AI.

Come spiegato da L’Economia del Corriere della Sera, la società controllata dagli italiani Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, nota soprattutto per UsdT, la stablecoin ancorata al dollaro, ha partecipato all’aumento di capitale da 70 milioni di euro di Generative Bionics, startup nata dall’Istituto italiano di tecnologia e guidata da Daniele Pucci.

La società è impegnata nello sviluppo di robot umanoidi destinati ad applicazioni nei settori industriale, logistico e sanitario. L’obiettivo è quello di creare macchine in grado di affiancare o sostituire l’uomo nelle attività più ripetitive, pesanti e maggiormente esposte al rischio di infortuni, anche in risposta alle conseguenze del declino demografico.

L’operazione si inserisce in una strategia più ampia. Tether ha infatti fornito anche il principale contributo alla raccolta da 1,4 miliardi di dollari di Neura, startup tedesca attiva nello stesso settore e sostenuta, tra gli altri, da Nvidia, Amazon, Qualcomm, Bosch, Exor e dalla Banca europea per gli investimenti. L’obiettivo dichiarato di Neura è arrivare a produrre oltre 5 milioni di robot all’anno entro il 2030.

La diversificazione degli investimenti di Tether

La robotica rappresenta soltanto l’ultimo capitolo della forte diversificazione avviata da Tether negli ultimi anni. Secondo i calcoli de L’Economia del Corriere della Sera, il gruppo avrebbe investito almeno 5,4 miliardi di dollari in 46 società in tutto il mondo, attraverso l’acquisto di partecipazioni di maggioranza o minoranza. Una stima peraltro prudenziale, dal momento che non comprende le operazioni per le quali non è stato comunicato il valore dell’investimento. Tra queste figura, per esempio, l’ingresso in Eight Sleep, startup fondata da Matteo Franceschetti e specializzata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del sonno.

Il cuore dell’attività resta legato al mondo delle criptovalute, ma Tether ha progressivamente aumentato la propria esposizione verso asset e attività dell’economia reale. La società è diventata azionista di maggioranza di Adecoagro, gruppo sudamericano attivo nella produzione di zucchero, etanolo e latticini, e ha investito in imprese che finanziano lo sviluppo di miniere d’oro in cambio di royalty sulla produzione.

Proprio l’oro è diventato uno degli asset centrali nella strategia finanziaria del gruppo. Tether deteneva a fine marzo circa 20 miliardi di dollari nel metallo prezioso, accanto a 141 miliardi investiti in titoli di Stato statunitensi e circa 7 miliardi in bitcoin.

Dalla Juventus ai media italiani

Anche l’Italia è diventata uno dei mercati al centro della strategia di investimento di Tether, in particolare attraverso operazioni capaci di garantire al marchio una forte esposizione presso il grande pubblico. Il gruppo ha rilevato l’11,5% della Juventus, presentando successivamente anche un’offerta per rilevare il club controllato da Exor. Tether è inoltre entrata con una quota del 30% in Be Water, la holding che controlla Chora e Will Media.

Gli investimenti sono sostenuti dalla forte redditività generata dal business delle stablecoin. Tether afferma di contare oltre 530 milioni di utenti e di avere in circolazione UsdT per un controvalore di circa 184 miliardi di dollari. Le riserve accumulate dal gruppo vengono investite prevalentemente in attività finanziarie remunerative. Con poco più di 300 dipendenti, Tether ha dichiarato oltre 29 miliardi di dollari di utili in tre anni, ai quali si è aggiunto un ulteriore miliardo nel primo trimestre del 2026.

I dati finanziari del gruppo sono stati finora oggetto di attestazioni periodiche da parte di Bdo Italia sulla base della documentazione fornita dal management. A fine marzo Tether ha però affidato a Kpmg una revisione completa e indipendente dei propri conti, anche in vista dell’espansione negli Stati Uniti.

La nuova scommessa sui robot umanoidi

È in questo contesto che si inserisce la crescente attenzione verso la robotica. Il settore dei robot umanoidi sta attirando capitali per miliardi, pur trovandosi ancora in una fase iniziale del proprio sviluppo industriale.

Restano da superare ostacoli tecnologici importanti, dalla capacità di movimento e di equilibrio alla manualità delle macchine. A differenza dei modelli di intelligenza artificiale generativa, inoltre, i robot non possono essere addestrati sfruttando una quantità praticamente illimitata di dati pubblicamente disponibili: molte delle informazioni sui processi industriali sono infatti riservate e custodite dalle aziende.

Proprio questa complessità potrebbe però offrire opportunità alle imprese europee attive nella Physical AI. Nel caso in cui società come Generative Bionics e Neura riuscissero a portare su scala industriale i propri progetti, il mercato potenziale potrebbe raggiungere dimensioni enormi. E Tether, dopo avere costruito la propria fortuna sulle criptovalute, si sarebbe assicurata un’ulteriore scommessa sulla crescita futura. Anche per ridurre progressivamente la dipendenza dall’andamento del mercato cripto.