Il nuovo portafoglio di Exor: Ferrari pesa meno, Philips e Lingotto più centrali

Il Cavallino ora vale 52 miliardi, 24 miliardi in meno rispetto agli inizi dello scorso anno. Giù anche Stellantis, salgono Philips e il Lingotto.

Exor nuovo portafoglio
John Elkann (Foto: Joe Portlock/Getty Images)

Il portafoglio di Exor – la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche la Juventus – sta cambiando volto. Per anni Ferrari ha rappresentato la grande certezza del gruppo, principale azionista della Rossa con il 21%. La crescita delle quotazioni della casa di Maranello aveva progressivamente aumentato il peso di Ferrari negli equilibri della holding, ma negli ultimi mesi questo schema è stato messo in discussione. 

Com’è cambiato il peso di Ferrari tra le partecipazioni 

Il segnale più evidente, come spiega Il Sole 24 Ore, è arrivato dalla Borsa. La presentazione di Ferrari Luce, la prima vettura elettrica della Rossa, ha deluso le attese degli investitori e in una sola seduta ha bruciato circa 4 miliardi di euro di valore. Un passaggio che si inserisce in una fase più ampia di ridimensionamento: oggi Ferrari capitalizza circa 52 miliardi di euro, 24 miliardi in meno rispetto agli inizi dello scorso anno, dopo aver perso oltre il 30% del proprio valore in 18 mesi. 

La parabola resta comunque imponente se letta in prospettiva storica. Ferrari debuttò a Wall Street nell’ottobre 2015 a 52 dollari per azione e arrivò a Piazza Affari il 4 gennaio 2016 a 43 euro. Allora la quota del 22,9% detenuta da Exor valeva appena 2 miliardi di euro, mentre il 10% in mano a Piero Ferrari non arrivava a un miliardo. A febbraio 2025 il titolo ha invece toccato quota 485 euro, con una capitalizzazione intorno agli 80 miliardi. 

Proprio vicino a quei massimi, Exor ha ridotto l’esposizione vendendo il 4% di Ferrari e incassando circa 3 miliardi di euro. Da quel momento la curva si è invertita, complice un insieme di fattori: un piano industriale giudicato prudente, una revisione dei criteri di valutazione dopo anni in cui Ferrari era stata letta anche come titolo del lusso e i dubbi sulla sfida dell’elettrico. 

La discesa di Stellantis 

Il cambiamento riguarda però l’intero universo automobilistico. Stellantis, storicamente la seconda grande partecipazione della holding dopo Ferrari, ha perso centralità. Il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa debuttò in Borsa il 18 gennaio 2021 con un rialzo del 7%, a 13,5 euro per azione, e una capitalizzazione di 42 miliardi. Nel 2024 era arrivato vicino agli 80 miliardi, ma oggi vale circa 20 miliardi. La quota del 15,5% detenuta da Exor in Stellantis vale quindi circa 3,1 miliardi. 

Il risultato è un riassetto delle gerarchie interne. Stellantis è scivolata dietro Philips Cnh, mentre il Lingotto è diventato sempre più centrale tra le partecipazioni non quotate, con 10 miliardi di dollari di masse gestite. L’asset ha generato rendimenti solidi per Exor, soprattutto grazie agli investimenti nei mercati pubblici, assumendo un ruolo crescente nella strategia della holding. 

A cambiare peso è soprattutto Philips, la grande scommessa di Exor nel settore della salute. La quota del 19% detenuta dalla holding nel gruppo olandese vale circa 4,2 miliardi, più dei 3,1 miliardi di Stellantis e dei 3,3 miliardi di Cnh. Exor punta a diventare il maggiore azionista del produttore di apparecchiature mediche, proseguendo nel percorso di diversificazione voluto da John Elkann. 

L’ingresso in Philips risale al 2023, quando Exor acquistò il 15% del capitale, impegnandosi a essere un investitore di minoranza di lungo periodo. L’accordo prevedeva la possibilità di salire fino al 20% del capitale ordinario. La società, fondata a Eindhoven nel 1891 e per decenni simbolo dell’elettronica di consumo, negli ultimi anni ha ceduto attività come televisori e illuminazione per concentrarsi sulle tecnologie avanzate per la salute. 

Il nuovo equilibrio del portafoglio racconta quindi una trasformazione profonda. L’eredità della vecchia Fiat e il mondo dell’auto restano centrali nella storia di Exor, ma non dominano più come in passato. Ferrari pesa meno, Stellantis ha perso valore e Philips, insieme al Lingotto, rappresenta sempre di più la direzione futura della holding: sanità, tecnologia e gestione degli investimenti.