La comunicazione della rinuncia ufficiale da parte dell’Iran ai Mondiali 2026 non è ancora arrivata. Il motivo? La federcalcio iraniana sta direttamente trattando con la FIFA per provvedere allo spostamento delle proprie partite del girone dagli Stati Uniti al Messico.
L’indiscrezione, come riporta The Athletic, nasce da un post pubblicato sui social network dall’ambasciata iraniana in Messico. Su X si legge come presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha confermato che la nazionale non si recherà negli Stati Uniti quest’estate perché il presidente americano Donald Trump avrebbe dichiarato di non poter garantire la sicurezza della squadra. Per questo motivo, l’Iran starebbe «negoziando con la FIFA per disputare le proprie partite del Mondiale in Messico». Al momento non arrivano conferme ufficiali da parte della FIFA.
L’Iran è stato inserito nel girone G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto con le sfide che dovrebbero giocarsi fra Los Angeles e Seattle. Dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente, scoppiata in seguito all’uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei in un’operazione congiunta Stati Uniti-Israele, il ministro dello sport iraniano aveva comunicato come la nazionale non si sarebbe recata negli USA per i Mondiali. Ma, come detto, l’ufficialità della rinuncia non è mai arrivata.
Nuova tensione, a livello burocratico, si è venuta a creare in seguito alle dichiarazioni di Trump relative alla sicurezza della spedizione iraniana negli Stati Uniti per la competizione iridata che inizierà il prossimo 11 giugno. Frasi che arrivavano dopo il messaggio sociale del presidente della FIFA Gianni Infantino, che dal viaggio di ritorno da Washington, aveva rassicurato tutti, sottolineando come la partecipazione dell’Iran ai Mondiali era stata assicurata dallo stesso Trump.
Un eventuale spostamento delle partite dagli USA in Messico presenterebbe comunque una questione di sicurezza. Qui però si parla di dinamiche interne, visto che il paese del Centroamerica è alle prese con una serie di insurrezioni violente da parte dei cartelli della droga locale in seguito alla morte del narcotrafficante Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, ucciso durante un blitz delle forze dell’ordine per catturare uno dei criminali più pericolosi del paese.
Intanto, però, a Guadalajara, città dove si sono registrati gli scontri più violenti, si prepara a ospitare il torneo di spareggio intercontinentale, che mette in palio un posto per i Mondiali, vedendo coinvolte Nuova Caledonia, Giamaica e Repubblica Democratica del Congo. Invece, a Monterrey andrà in scena il torneo, sempre con un pass Mondiali in palio, fra Bolivia, Suriname e Iraq. Quest’ultima, però, potrebbe non riuscire a lasciare il proprio paese per via della guerra scoppiata in Medio Oriente.