La pista che avrebbe dovuto portare al restyling dello stadio Dall’Ara di Bologna sembra ormai essere ormai naufragata visto che le risorse stanziate in un primo momento dal Comune saranno presto svincolate dal progetto di ristrutturazione. Da parte sua l’amministrazione cittadina, guidata dal sindaco Matteo Lepore, ha aperto alla possibilità di un nuovo impianto in un’altra area.
Opportunità che però non scalda al momento la società felsinea guidata da Joey Saputo. Anche se, ovviamente, uno stadio moderno consoliderebbe la posizione economico-finanziaria del club rossoblù, come ammesso in prima persona dall’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci: «Sarebbe una garanzia di competitività per il Bologna nel futuro, quando i ricavi da stadio diventeranno più importanti dei diritti media».
Ma come detto al momento sembra prematuro che il Bologna spinga per uno stadio in una area diversa da quella in cui sorge attualmente il Dall’Ara. «La proposta non può venire da noi – ha spiegato Fenucci –. Noi possiamo essere parte di un percorso, non siamo sviluppatori di real estate, non abbiamo nessun interesse a guadagnare dalla costruzione di uno stadio. Possiamo entrare in qualunque operazione abbia un senso per il Bologna. Quando ci verrà proposta qualche soluzione, noi saremo pronti a discuterla in una rapporto di collaborazione massima con Comune, Regione e altri privati che potrebbero intervenire. Ma non andremo in Comune a chiedere di fare stadio nuovo».
«Il percorso per la ristrutturazione è iniziato nel 2018 ed è terminato nel 2025, con un incremento di costi in sette anni in cui è successo di tutto. Non possiamo ripetere la stessa cosa in termini temporali. Non possiamo partire oggi e pensare di finire tra 10 anni. Non c’è la volontà dell’azionista e del management di aspettare tanto: qualunque cosa venga fuori, che possa essere attrattiva, deve venir fuori con tempi di attuazione più veloci di quelli soliti in Italia», ha continuato Fenucci.
L’AD del Bologna ha poi ripercorso gli step che hanno portato il progetto di ristrutturazione del Dall’Ara: «Lo stadio non è realizzato dal club, ma da un’immobiliare che affitta l’impianto a società sportiva e ha necessità di avere un rendimento che si concretizza nell’affitto. La capacità delle società calcistiche italiane di poter pagare un affitto in linea con i rendimenti del mercato immobiliare è impossibile: dunque, devi ricorrere, come è stato fatto quasi ovunque in Europa, a partnership pubblico-privato. Quello che era stato fatto con il Dall’Ara. Il Bologna avrebbe pagato alla società che realizzava lo stadio un affitto di sei milioni all’anno. Con il costo dello stadio passato da 140 milioni a 220-230 lo schema non funziona più».
«L’ho detto due anni fa che l’operazione non si poteva fare se non intervenivano altri capitali che la rendevano sostenibile per il Bologna. Credo che nei prossimi mesi verranno fuori diverse proposte, ma deve essere fermo quello che abbiamo sempre detto: noi siamo disponibili a fare un investimento, 100 milioni, tra debito e capitale per Bologna Stadio – ha concludo Fenucci –. Qualsiasi idea che viene in futuro, e ne possono venire fuori diverse, deve essere ancorata ai principi che ho detto prima: o troviamo altri imprenditori o soggetti pubblici che hanno interesse a che Bologna mantenga per la città un ruolo nell’industria dell’intrattenimento sportivo e culturale, creando un polo più vasto. O si fa un’operazione legata a uno stadio nuovo che possa presentare caratteristiche di redditività diverse, con ulteriori investimenti nel campo commerciale o residenziale, ma la proposta non può più venire da noi».