La perizia richiesta dal Comune di Torino alla società specializzata Praxi per lo stadio Olimpico Grande Torino sembra non essere ancora a disposizione degli uffici preposti e questo non fa alto che complicare ancora di più quello che – almeno sulla carta – dovrebbe essere un nuovo capitolo sia per l’amministrazione e la città che per la società granata guidata da Urbano Cairo.
Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, la perizia servirà all’amministrazione comunale del capoluogo piemontese per indicare una base d’asta per lo stadio nel futuro bando, o al limite per intraprendere una trattativa per affittarlo nuovamente stabilendo però un canone aggiornato. Ma la questione perizia sembra aver avuto più di qualche contrattempo.
Il 20 maggio 2025 l’assessorato allo Sport del Comune, attraverso una determinazione dirigenziale, ha assegnato alla società Praxi il compito di effettuare la perizia sull’Olimpico Grande Torino. La data giusta per la pubblicazione era fissata in autunno. Ma complici ritardi, che comunque non sono mai stati ufficializzati (né tanto meno i motivi), la perizia non è ancora stata consegnata.
Rispondendo a un paio di interpellanze, a fine gennaio l’assessore allo Sport di Torino Domenico Carretta ha comunicato che «gli esiti della perizia costituiranno la base per le valutazioni necessarie in ordine ai contenuti dei bandi che potranno essere pubblicati (presumibilmente in primavera tra marzo e aprile, ndr). A quel punto potremo rendere pubblica la perizia». E negli ultimi giorni circolano indiscrezioni sempre più insistenti sull’ammontare indicato da Praxi, che potrebbe essere nell’ordine dei 25 milioni di euro.
Nei fatti, il risultato della perizia dovrà essere analizzato tenendo a mente le attuali condizioni dell’impianto: tetto da aggiustare in diversi punti; tubature che si rompono, come dimostrano i guai di domenica scorsa tra spogliatoi allagati e impianti della luce saltati durante la partita. Tutte problematiche relative a una costruzione degli anni ’30, che ha vissuto una ristrutturazione radicale per le Olimpiadi invernali del 2006.
Infine, c’è il capitolo Torino. Il patron Cairo ha sempre detto che avrebbe potuto mostrare interesse ad acquistare lo stadio per conto del club granata. Un passaggio chiave per un’eventuale cessione della società. Le condizioni poste dal patron dei granata, anche se per mezzo stampa, sono relative a una cifra equa che ricalchi quella stabilita per la Juventus a suo tempo per l’operazione Delle Alpi. Ecco, se la valutazione fosse confermata a 25 milioni, questa cifra difficilmente avvicinerebbe il Comune e il Torino. Ma si attende la primavera per ulteriori valutazioni e, soprattutto, per avere in mano la perizia formulata da Praxi.