L’Università Bocconi di Milano guarda al futuro con un Piano Strategico ambizioso per il periodo 2026-2030, disegnando la propria evoluzione in un contesto globale in rapido cambiamento. Tra trasformazioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e concorrenza internazionale, l’ateneo milanese intende rafforzare la propria centralità nella produzione scientifica, valorizzare le competenze umane più difficilmente sostituibili e prepararsi alle sfide dell’intelligenza artificiale.
«La trasformazione tecnologica richiede un ripensamento realistico del modo in cui prepariamo le nuove generazioni», spiega Andrea Sironi, presidente della Bocconi. «Per noi significa unire tecnologia, competenze umane e metodo scientifico». Il Piano si articola su tre direttrici principali: Science led, Human centred e AI ready.
Science led: ricerca rigorosa come motore dell’eccellenza
Al centro della strategia c’è la ricerca scientifica, considerata il principale fattore distintivo dell’Ateneo. «Essere science led significa produrre conoscenza affidabile, multidisciplinare e di impatto», sottolinea il rettore Francesco Billari. La Bocconi punta a consolidare la leadership nelle scienze sociali quantitative e comportamentali, con la nascita del Dipartimento di Scienze Cognitive entro il 2027 e lo sviluppo di laboratori interdisciplinari come:
- INSPIRE, per la valutazione dell’impatto delle politiche sociali;
- Collaborative AI Lab (COAI), sull’interazione uomo-macchina;
- AI in Social Sciences Lab (AISSL), per applicazioni dell’AI nelle scienze sociali.
Il Piano prevede inoltre il rafforzamento della PhD School, con borse estese al quinto anno e l’obiettivo di formare 70 dottorandi l’anno entro il 2029/30, oltre a un aumento del 20% dei progetti europei e internazionali entro il 2030.
Human centred: le competenze non delegabili
La seconda direttrice punta sul valore strategico del talento umano, in un mondo in cui l’AI amplifica capacità e bias. «Investire nell’umano significa preparare cittadini e professionisti capaci non solo di usare gli strumenti, ma di orientarne l’impatto», osserva Billari.
Tra le azioni chiave:
- introduzione del corso Cognition and Behaviour per tutti gli studenti triennali;
- nuovi corsi su decisioni, emozioni, organizzazioni e policy;
- sviluppo di laboratori sulle future skills in collaborazione con almeno 20 imprese;
- potenziamento della mobilità internazionale, delle borse di studio e delle iniziative di terza missione come Articolo 34, dedicato alla mobilità sociale.
L’obiettivo è creare un ecosistema in cui creatività, pensiero critico, inclusione e imprenditorialità siano centrali nella formazione.
AI ready: integrare l’intelligenza artificiale in didattica e ricerca
L’AI non è vista come semplice strumento, ma come condizione strutturale per il futuro della didattica e della ricerca. Essere AI ready significa:
- sviluppare competenze quantitative e digitali;
- comprendere limiti, bias e rischi degli algoritmi;
- aggiornare i metodi di insegnamento per guidare consapevolmente l’uso dell’AI.
Tra le azioni previste: primo anno comune dei trienni con corsi obbligatori in AI e scienze cognitive, aggiornamento dei corsi core entro il 2029, creazione di un Advisory Committee su AI ed etica, e potenziamento delle infrastrutture di High Performance Computing.
Campus e sostenibilità: la cornice del cambiamento
Il Campus 2030 rappresenta il cuore fisico del Piano, con nuovi spazi di studio, socialità e servizi, inclusa la costruzione di un asilo nido e nuovi edifici didattici. La sostenibilità è integrata: neutralità carbonica, mobilità sostenibile, gestione energetica efficiente e politiche smoke-free. «Il campus non è un semplice contenitore, ma un fattore abilitante della qualità della vita universitaria e della nostra capacità di crescere come comunità», sottolinea Riccardo Taranto, managing director.
Verso il 2030
Il Piano 2026–2030 della Bocconi punta a costruire un ateneo globale, accessibile, sostenibile e attrattivo per talenti da tutto il mondo, capace di combinare rigore scientifico, competenze umane e intelligenza artificiale. «Tecnologia, capacità umane e scienza sono le leve con cui affrontiamo i prossimi anni. Il Piano nasce da questo equilibrio e dal nostro impegno a interpretare i cambiamenti con responsabilità e visione internazionale», conclude Sironi.