Inchiesta scommesse: «Dicci chi segna prima». Ma l'arbitro rispose «no»

Stefano Milone, designato per Empoli-Lazio Primavera, fu avvicinato dal collega Luigi Catanoso e da Giancarlo Fiumano, arrestato, per avere informazioni sulla partita che avrebbe arbitrato il giorno dopo.

cartellino rosso
(Foto: Insidefoto)

Il campionato Primavera è finito al centro delle indagini della Procura di Reggio Calabria per un giro di scommesse illegali che ha portato a cinque arresti.

Come riporta l’edizione odierna de La Nazione, però, c’è anche chi ha detto no. Si tratta dell’arbitro Stefano Milone, designato per Empoli-Lazio del 18 agosto 2024, che la notte prima della partita è stato raggiunto all’hotel “Michelangelo” di Firenze da due persone. Una di queste era il collega Luigi Catanoso, mentre da quanto emerge l’altro individuo è «un uomo di circa quarant’anni, alto e un metro e ottanta, robusto, senza barba e calvo, con accento calabrese», secondo la descrizione di Milone.

Dalle indagini, gli inquirenti individuano, grazie a questa descrizione, Giancarlo Fiumano, uno dei cinque arrestati nell’operazione “Penalty“, per cui sono finiti ai domiciliari anche i sestesi Giampiero e Tommaso Reale. L’incontro in hotel con l’arbitro era finalizzato, si legge nell’ordinanza del gip calabrese Andrea Iacovelli, a «ottenere informazioni sull’incontro»: in cambio di 3mila euro, l’arbitro Milone avrebbe dovuto «indirizzare la partita», così che la presunta associazione per delinquere, di cui Catanoso è ritenuto l’organizzatore, avrebbe ricavato «profitto dalle parallele attività di scommesse correlate all’incontro». Puntate «sicure», perché, avrebbero detto i due per far aderire all’accordo l’arbitro, fatte «tramite siti esteri», quindi sfuggenti ai controlli sui flussi anomali.

Una modalità di certo non nuova per gli indagati che, secondo gli inquirenti, aveva funzionato quando era stato coinvolto un altro arbitro, Gianluca Catanzaro. Si tratta della partita Verona-Cagliari del campionato Under 19, che si concluse con un pirotecnico 3-5 e dove furono registrate diverse scommesse sull’Over, facendo incassare lauti ricavi all’organizzazione criminale, anche sottraendo i 10mila euro che lo stesso Catanzaro avrebbe incassato per “pilotare” la partita verso un incontro ricco di gol.

A differenza del suo collega, però, Milone rifiutò categoricamente la proposta e presentò una denuncia immediata per il tentativo di corruzione al suo designatore Maurizio Ciampi, e per la partita del giorno dopo a Empoli verrà sostituito da un altro direttore di gara. Catanoso, ha ricostruito l’arbitro nell’esposto che ha aperto anche un’inchiesta federale, aveva annunciato la propria visita in quanto «si trovava a Firenze con un’amica». All’hotel di Porta al Prato, però, il collega arrivò accompagnato da un altro uomo.

I due, dopo aver affrontato altri argomenti, gli chiesero della partita dell’indomani, Empoli-Lazio. «Dacci qualche informazione su chi segna per primo», «Quante ammonizioni fai domani?», gli chiesero. «Subito dopo queste due domande, ho risposto ad entrambi di non voler rilasciare nessuna informazione e l’altra persona presente mi chiedeva come mai non stavo accettando queste richieste; mi diceva di stare tranquillo che le giocate vengono fatte dall’estero e sono tutte sicure e che domani dopo la partita avrei ricevuto il mio compenso di 3mila euro».

In un’intercettazione successiva, registrata il 14 settembre nell’agenzia di scommesse di Reale a Sesto, Catanoso e Fiumanò commentavano una partita arbitrata da Milone, «il fenomeno dell’altra volta». Si tratta di Foggia-Monopoli conclusa 1-4, un risultato, annotano gli inquirenti, «assolutamente utile alla scommessa sulla variabile Over tanto amata dal sodalizio». «Cioè ti immagini se… bastava… se avesse detto sì, arrivava…». Ieri, Milone, a margine della consegna di un premio a Roma, ha commentato: «Trovare il coraggio di denunciare è stato semplice. Mi sono sentito tutelato».