Le multinazionali statunitensi e i grandi fondi di private equity tornano a guardare con interesse al gruppo Panini, leader mondiale delle figurine e storico editore in Italia dei fumetti di Topolino e Marvel. Secondo le indiscrezioni, sta infatti prendendo forma un possibile nuovo riassetto azionario per la storica azienda modenese. Un primo segnale è arrivato nelle scorse settimane, con la scelta da parte degli azionisti di affidare l’incarico di advisor finanziario a Citi.
Il gruppo Panini ha vissuto un momento di passaggio dopo la scomparsa, la scorsa primavera, di Aldo Hugo Sallustro, figura simbolo dell’azienda e storico proprietario delle figurine. L’imprenditore italo-argentino, alla guida del gruppo da circa trent’anni, era diventato amministratore delegato dopo uno dei vari cambi di proprietà seguiti alla vendita da parte dei fratelli Panini. Nel 2016, insieme alle sorelle Baroni, aveva rilevato definitivamente la società in seguito all’uscita di Fineldo, la holding della famiglia Merloni.
Il percorso di riorganizzazione dell’assetto proprietario, per un gruppo che vende oltre 5 miliardi di figurine all’anno e genera un fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro, dovrebbe entrare nel vivo a partire dalla metà del prossimo anno, quando saranno disponibili i dati di bilancio del 2026 — anno cruciale per via dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi invernali.
Non mancano i potenziali interessati: secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, è probabile che i primi a muoversi siano grandi gruppi strategici e multinazionali statunitensi. Tra i nomi che circolano spicca quello della statunitense The Topps Company, società controllata da un gruppo di investitori e protagonista da decenni nel mercato delle Baseball Cards, icona della cultura sportiva americana.
L’operazione Panini, tuttavia, potrebbe attirare anche l’attenzione dei colossi internazionali dell’intrattenimento e dei giocattoli. In passato, il dossier è già stato esaminato da grandi fondi globali come Advent, Charterhouse e CVC, che conoscono bene la realtà modenese.
Uno degli aspetti più delicati resta la valutazione del gruppo: i ricavi e la redditività di Panini tendono infatti a crescere sensibilmente in occasione dei grandi eventi sportivi. Nel 2022, anno dei Mondiali in Qatar, il fatturato superò i 2 miliardi di euro. Secondo le stime di Mergermarket, l’Ebitda normalizzato per il 2025 dovrebbe attestarsi tra i 250 e i 300 milioni di euro, con una valutazione complessiva del gruppo intorno ai 2,5 miliardi.
Guardando al 2026, Panini punta a sfruttare al meglio le opportunità legate ai grandi eventi sportivi, dai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina ai Mondiali di calcio. Il gruppo ha rinnovato fino al 2030 il proprio accordo esclusivo con la FIFA, che garantisce i diritti unici per la produzione di figurine e card dedicate alla Coppa del Mondo 2026, al Mondiale femminile 2027 e alla Coppa del Mondo 2030.