Mondiali 2026, la minaccia di Trump: «Sposteremo le partite da città non sicure»

«Sono guidate da radicali di sinistra che non sanno quello che fanno. Noi ci assicureremo che siano sicure», le parole del presidente degli USA.

Trump Iran ai Mondiali
Donald Trump (Foto: Luke Hales/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato giovedì, parlando con i giornalisti dallo Studio Ovale, che potrebbe intervenire per spostare alcune partite del Mondiale 2026 lontano dalle città americane considerate “anche solo un po’ pericolose”.

Trump ha assicurato che il torneo sarà “molto sicuro”, ma ha poi lasciato intendere che potrebbe togliere incontri ad alcune città. Interpellato su Seattle e San Francisco, entrambe pronte ad ospitare sei partite ciascuna e spesso critiche verso le politiche migratorie della sua amministrazione, il presidente ha risposto: “Sono guidate da radicali di sinistra che non sanno quello che fanno. Noi ci assicureremo che siano sicure”.

Seattle (Lumen Field) ospiterà quattro match della fase a gironi, incluso quello della nazionale USA del 19 giugno, oltre a un sedicesimo e un trentaduesimo di finale. A Santa Clara, a 40 miglia da San Francisco, il Levi’s Stadium accoglierà cinque gare della fase a gironi e un match dei trentaduesimi.

Il calendario delle partite è stato definito da FIFA lo scorso febbraio e le 11 città statunitensi coinvolte (tra cui New York/New Jersey, Los Angeles, Dallas, Miami e Boston) sono già da mesi impegnate negli imponenti preparativi logistici richiesti da un evento di questa portata. A completare la mappa ci sono le tre sedi messicane (Città del Messico, Guadalajara, Monterrey) e le due canadesi (Vancouver e Toronto).

Sul piano pratico, però, la possibilità di modificare le sedi a meno di un anno dal via sembra limitata. Trump non ha alcuna autorità formale per decidere lo spostamento delle gare, ma mantiene un rapporto diretto con il presidente FIFA Gianni Infantino, definito suo “grande amico”. I contratti stipulati da FIFA con le città ospitanti garantiscono infatti ampi poteri alla federazione, ma non prevedono la risoluzione ordinaria da parte delle municipalità.

Il governo statunitense ha recentemente stanziato 625 milioni di dollari in fondi federali per la sicurezza del Mondiale. Le risorse, ha spiegato Andrew Giuliani, capo della task force della Casa Bianca per il torneo, saranno distribuite proporzionalmente tra le città in base alle necessità. Resta però il dubbio se Trump, che presiede la task force, possa usare questi fondi come leva politica.

Il sorteggio della fase a gironi del Mondiale a 48 squadre si terrà il prossimo 5 dicembre al Kennedy Center di Washington. Trump ha ribadito che, qualora ritenesse insicura una sede, interverrebbe per trasferire le partite altrove: “Se pensiamo che una città possa essere anche solo un po’ pericolosa, sposteremo gli incontri”.