Oggi il vertice in FIGC: si va verso la riforma dei pesi nel consiglio federale

La Serie A punta a crescere, ma deve trovare prima un accordo con le altre parti in causa che dovrebbero fare un passo indietro.

Zappi ricorso respinto
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

È in corso in questi minuti l’incontro in FIGC fra il presidente Gabriele Gravina e i vertici delle componenti federali per discutere concretamente di come rimodulare i pesi elettorali delle parti, così come indicato nel famoso emendamento Mulè che dà alle leghe il diritto «a un’equa rappresentanza che tenga conto anche del contributo economico apportato al sistema».

Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta dello Sport, la Serie A per vedersi riconoscere una percentuale più alta di rappresentanza, deve attende che le altre componenti facciano un passo indietro per quanto riguarda la loro attuale situazione, liberando così spazio per il massimo campionato italiano. E il vertice di oggi ha come punto principale proprio questo e anche se in pochi credono che si trovi subito una quadra, di certo quest’incontro dovrà portare a una road map solida. Perché il tempo stringe. Il 4 novembre si vota per il prossimo presidente federale e tutto dovrà essere definito entro il 4 settembre.

Presenti al vertici ci sono: Lorenzo Casini (Lega Serie A), Mauro Balata (Lega Serie B), Matteo Marani(Lega Pro), Giancarlo Abete (LND), Umberto Calcagno (AIC), Renzo Ulivieri (AIAC) e Carlo Pacifici (AIA). Non partecipa il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha invece avuto un ruolo decisivo nella stesura della versione approvata alla Camera dell’emendamento. Lo stesso Abodi ha dichiarato nella giornata di ieri: «Ora sarà fondamentale trovare le intese che permetteranno di affrontare e risolvere le problematiche del calcio legate a visione, progettualità e obiettivi». Da questo punto di vista l’intervento politico – con l’arrivo in Finanziaria di un credito d’imposta per stadi, giovani e calcio femminile e il probabile via libera al diritto alla scommessa annunciati dal ministro – può rivelarsi determinante. Si discuterà anche della legge Melandri, ancora oggi in vigore e decisiva nella ridistribuzione dei pesi di rappresentanza. Abodi ha già fatto sapere che «a breve sarà sostituita da un disegno di legge che sto predisponendo», aprendo nuove strade.

Allo stato attuale, il Consiglio federale (che mostra in piccolo il peso delle componenti in Assemblea elettiva), la Serie A ha oggi tre rappresentanti, la B uno, la Lega Pro tre. Sette posti per il professionismo, mentre la LND ne ha sei, i calciatori quattro, i tecnici due, l’AIA uno. La A punta ad almeno sei consiglieri. Il modo più rapido sarebbe quello di togliere il posto degli arbitri che, come chiesto a più riprese dalla A e non solo, che dovrebbero sfilarsi dal Consiglio trovando una nuova autonomia. Un altro posto vorrebbe recuperarlo dalla LND (con assemblea) e un paio dalla Lega Pro, per passare dall’attuale 3-1-3 per Serie A, B e Lega Pro a un 6-2-1. La vera aspirazione del presidente Casini è il 7-2-1, ma per arrivarci occorre toccare la rappresentanza di calciatori e allenatori, blindata proprio dalla Legge Melandri. Una cosa è certa, per intavolare seriamente una trattativa simile bisogna avere chiare risorse e progettualità, in modo da poter chiedere “sacrifici” dando qualcosa in cambio.

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