«Se avesse voluto distruggere l’uomo che sono, non avrebbe potuto fare di meglio. E lo pago a caro prezzo». Interrogato dagli investigatori nella primavera del 2023, il tecnico ex Nizza e PSG Christophe Galtier – che tra dieci giorni sarà processato per discriminazione e molestie razziali – ha negato le accuse nei suoi confronti.
La vicenda nasce dalla volontà di «fare del male» da parte di Julien Fournier, direttore sportivo del Nizza. Si tratta di un «regolamento di conti» e di una «strumentalizzazione dei giocator», ha aggiunto l’ex tecnico del Nizza (2021/22), divenuto quello del PSG (2022/23), prima di approdare all’Al-Duhail in Qatar.
L’inizio delle indagini si deve a una mail in particolare, inviata alla sua dirigenza da Julien Fournier, ex direttore sportivo del Nizza. Il quotidiano sportivo L’Equipe ha avuto accesso alle carte dell’accusa che rivelano una versione ancora più incriminante per il tecnico, basata sulle dichiarazioni rese dal suo ex assistente al Nizza, Frédéric Gioria.
Gioria riferisce per esempio di aver sentito Galtier arrabbiarsi per l’ingaggio di Angevin Billal Brahimi a gennaio del 2022: «Un altro musulmano, non lo voglio, ne abbiamo abbastanza», avrebbe detto Galtier davanti a Gioria. Quest’ultimo racconta infine di aver sentito l’allenatore, durante l’allenamento, descrivere Youcef Atal e Hicham Boudaoui come «ragazzi sporchi. I peggiori sono gli algerini». Commenti molto contestati dall’interessato.
Un’altra testimonianza: quella di Hachim Ali Mbaé, analista video del Nizza. Alla polizia l’ex dipendente ha detto di essere rimasto scioccato il giorno della partita contro il Saint-Étienne (nel settembre 2021). Nell’intervallo, Galtier avrebbe soprannominato la coppia di difensori di origine africane, Harold Moukoudi e Mickaël Nadé, i «due King Kong». Raccontò anche, un altro giorno, di aver incrociato Galtier nei corridoi, mentre stava andando a farsi la doccia. L’allenatore gli avrebbe poi detto di non aver mai avuto problemi con la religione, tranne che con gli algerini. «Sono troppo estremisti», si sarebbe lamentato.
Il giorno prima dell’inizio del Ramadan, il 31 marzo 2022, si è svolto un incontro nell’ufficio di Fournier. Galtier è irritato. L’ingaggio di Billal Brahimi sembra averlo sopraffatto. Secondo il racconto di Fournier, Galtier avrebbe chiesto le cessioni di Atal, Todibo, Boudaoui, ecc. Quasi tutti i musulmani sono nella lista. I due uomini discutono e Fournier gli dice che per rinforzarsi sul mercato, una pista porta al difensore centrale turco Ozan Kabak.
Nuovo rifiuto da parte di Galtier.: «Julien, ancora non capisci. Non voglio più né neri né arabi», avrebbe risposto Galtier, secondo la testimonianza di Fournier alla polizia. Una testimonianza ancora una volta completamente smentita dal tecnico, che non vede l’interesse che avrebbe potuto avere nel far partire alcuni dei suoi migliori giocatori.
Galtier accuse razzismo – I problemi con il Ramadan
Il Ramadan sarebbe sempre stato un problema per Galtier. Interrogato dalla polizia, Todibo ha spiegato di aver subito pressioni affinché rompesse il digiuno. Confida inoltre di aver appreso che il tecnico lo aveva descritto come un salafita ed estremista. Conferme arrivano anche da Kamara, oggi all’Udinese, che sostiene di essere stato definito «feccia» dal suo allenatore, e che afferma di essere stato privato di minutaggio in campo a causa della sua religione.
Come Todibo, anche Hicham Boudaoui sentiva di essere stato sottoposto a “pressioni” con l’avvicinarsi del Ramadan. Stesso disorso per Teddy Boulhendi, il terzo portiere della squadra, che ha detto di sentirsi obbligato a mangiare nei giorni delle partite per non rischiare di non essere convocato. Anche Pablo Rosario, centrocampista olandese, ha affermato di essersi sentito discriminato in quanto musulmano.
Fournier, infine, ha detto di aver assistito alla costernazione del suo allenatore quando ha saputo che Didier Digard, allenatore delle riserve, era musulmano. Galtier avrebbe ritenuto che ciò «non fosse normale» e che avrebbe rischiato di indottrinare i giovani del centro di formazione. Informato del contenuto di queste dichiarazioni da Gioria, Digard ha immediatamente presentato le sue dimissioni.
Galtier accuse razzismo – Il tecnico rischia tre anni di carcere
A giugno, dopo tre mesi di indagini, la Procura di Nizza ha deciso di convocare Christophe Galtier con l’accusa di molestie morali e discriminazione sulla base dell’appartenenza o meno, vera o presunta, a una determinata etnia, nazione, razza o religione. Rischia tre anni di carcere e una multa di 45.000 euro.