Il Milan sta vivendo un periodo particolarmente complicato. Dopo il punto racimolato in tre big match tra campionato e Champions, è arrivata una sconfitta in casa contro l’Udinese. Un risultato che complica la corsa allo Scudetto e alla seconda stella rossonera, mentre Juventus e Inter provano la prima vera fuga della stagione.
In vista del secondo match con il PSG, in programma domani sera alle ore 21.00, è previsto l’arrivo a Milano di Gerry Cardinale. La presenza del fondatore di RedBird – il fondo che controlla il club – riporta al centro dell’attenzione il tema numero uno in agenda per i prossimi anni: lo stadio. Curioso il parallelo con San Siro. In Champions, i milanisti allo stadio saranno come sempre più di 70mila, con incasso facilmente prevedibile oltre i 5 milioni.
Sotto osservazione naturalmente le reazioni durante la partita, dopo i fischi di Milan-Udinese ad alcuni giocatori durante la partita e di tutto lo stadio, dopo anni anche della curva. San Donato invece – scrive La Gazzetta dello Sport – è il luogo designato per il nuovo impianto, con discussioni politiche di attualità.
Milan accordo di programma stadio – Presto forma e naming rights
Il sindaco Francesco Squeri ha difeso il progetto dalle accuse dell’opposizione e del comitato “No Stadio”, con la cementificazione al centro del dibattito. Intorno a fine anno, tra dicembre e gennaio, dovrebbe essere costituito l’accordo di programma, che vedrà coinvolti Comune di San Donato, Regione Lombardia e gli altri enti coinvolti.
Nei prossimi mesi sarà definita la forma esterna dello stadio ed entrerà nel vivo la decisione sul nome dell’impianto che ospiterà le gare future della squadra (i cosiddetti naming rights). Emirates, sponsor del Milan, sarà una delle prime, se non la prima, azienda contattata dalla società rossonera.