Roma, le ragioni dietro la costruzione del nuovo stadio a Pietralata

Ecco i motivi che hanno portato la Roma a investire sul nuovo impianto, la scelta dell’area e i perché del “no” alla ristrutturazione dello stadio Olimpico.

Roma vertice Gasperini Friedkin
DOCUMENTI
Dan e Ryan Friedkin (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Cosa ha portato la Roma a decidere di costruire un nuovo stadio? E quali sono i motivi che hanno spinto il club a scegliere l’area di Pietralata e a dire no alla ristrutturazione dello stadio Olimpico? Le risposte a queste domande emergono da documenti ufficiali legati allo svolgimento del dibattito pubblico sullo stadio – che prenderà il via il prossimo 7 settembre –, che Calcio e Finanza ha consultato.

Perché la Roma costruisce il nuovo stadio? Le ragioni dell’investimento

«Nel contesto urbano, gli impianti sportivi sono stati in passato fortemente utilizzati in giorni prestabiliti durante i momenti di partita e scarsamente visitati da parte dei cittadini in momenti infrasettimanali», si legge nei documenti. Per questo motivo, «nell’ottica di integrare queste aree nella scala urbana come catalizzatore di quartiere e rendere gli spazi operativi 365 giorni l’anno, sono stati promossi degli interventi mirati da parte della Pubblica Amministrazione e delle Associazioni Sportive. In questo panorama di cambiamento, sono state introdotte anche delle normative specifiche a supporto di questi tipi di intervento».

Le strutture che vengono progettate seguendo questa normativa rispondono ai criteri delle società calcistiche internazionali «da un punto di vista sportivo, di comfort degli spettatori e di sostenibilità energetica e sociale. Lo Stadio viene quindi rivisto per diventare una zona di interesse pubblico, vitale per il quartiere e rispettoso dello spazio circostante da un punto di vista paesaggistico e urbano, uno spazio di aggregazione fruibile al vicinato e alla città. In questa rinnovata ottica funzionale, il Promotore AS Roma vuole proporre, con questo progetto, una rivalutazione del quartiere di Pietralata, nel rispetto delle predisposizioni urbanistiche e del contesto in cui il progetto si inserisce».

Il progetto – si legge nel testo – «prevede l’edificazione di un nuovo Stadio destinato ad ospitare manifestazioni ed eventi sportivi per la società A.S. Roma. L’intenzione principale della proponente è quella di mettere a disposizione di associazioni, istituti e società presenti sul territorio un complesso idoneo ad ospitare attività di aggregazione sia al chiuso che all’aperto e per la maggior parte dell’anno. Il sito d’intervento risulta essere un ambito di trasformazione destinato a funzioni ambientali/ricreative che ben si addice alle volontà progettuali descritte. L’intervento prevede un’ampia riqualificazione dell’area a verde, destinata ad essere fruibile dalla cittadinanza sia come spazio per attività all’aria aperta che per attività sportive leggere. L’intero lotto diventerà parte integrante del tessuto urbano circostante mediante collegamenti ciclo-pedonali che garantiranno il superamento delle barriere architettoniche».

Perché la Roma costruisce il nuovo stadio? La scelta dell’area

Detto delle ragioni dell’investimento, come nasce la scelta dell’area? «Pietralata ha da sempre rappresentato una zona ideale per la futura collocazione del nuovo Stadio». Inizialmente gli sforzi si sono concentrati sulla riqualificazione dello Stadio Olimpico, ma «dopo una serie di analisi preliminari sono emerse alcune criticità che hanno reso impraticabile la via della riqualificazione dell’attuale Stadio, come la sua posizione all’interno del denso tessuto urbano e i conseguenti problemi di mobilità e parcheggio dell’area. Inoltre, l’attuale sistemazione dello Stadio Olimpico non consente l’introduzione di aree a servizio del tifoso per somministrazione di cibi e bevande in spazi di aggregazione e non offre funzioni complementari che lo rendano fruibile e attrattivo nei giorni di non partita».

«Infine, l’ipotesi della riqualificazione dell’attuale Stadio Olimpico è stata abbandonata anche per motivazioni logistiche e di cantiere, in quanto le opere di riqualificazione e i tempi necessari determinerebbero la ricerca di una soluzione alternativa per gli eventi della squadra che al momento non è reperibile in prossimità», si legge.

Perché la Roma costruisce il nuovo stadio? Caratteristiche e capienza dell’impianto

Quali saranno le caratteristiche del nuovo stadio? E qual è la capienza prevista per la struttura? L’impianto «sarà inserito al di sopra di una piastra di appoggio definita Podio, parzialmente fuori terra ed al di fuori dell’area di sedime dello Stadio per permettere gli ingressi dall’esterno, attraverso portali al piano, scale e ascensori. Questo volume consente un ingresso in linea con le esigenze di ordine pubblico, inoltre crea uno spazio vivibile sia in momenti di partita che infrasettimanali. L’Area di Massima Scurezza che circonda il Podio».

Il terreno di gioco sarà a livello con gli spazi di servizio che sono situati tutto intorno al campo e sotto le tribune. Questa scelta permetterà un’agile manutenzione del manto erboso grazie anche a un’efficiente esposizione solare, a un corretto ricircolo dell’aria e un ingresso di acque meteoriche direttamente dall’oculo della copertura. Il tappeto erboso previsto è di tipo “naturale rinforzato”: fibre sintetiche rinforzeranno l’erba naturale non compromettendo la permeabilità dello strato (come, ad esempio, il terreno di San Siro).

Per quanto riguarda la capienza, «in seguito a questa attenta analisi, si è definito un range ottimale tra i 55.000 e i 65.000. In questa fase preliminare è stato progettato un catino con capienza di circa 60.000 posti, rispettando la posizione delle tifoserie e del settore autorità dell’attuale Stadio Olimpico, ricollocando il settore ospiti nella sezione nord-est per agevolare i drop off in arrivo da est da Via dei Monti Tiburtini».

L’esperienza dei tifosi a tutti i livelli – conclude il documento – è migliorata rispetto all’attuale offerta dello Stadio Olimpico a livello di:

  • visibilità del campo;
  • esperienza di accesso e uscita;
  • dimensioni dei seggiolini;
  • possibilità di ristorazione;
  • acustica

Chiusura dedicata alle tempistiche: «È stata considerata una durata totale dei lavori di circa 24 mesi per la realizzazione di tutte le opere relative ai Comparti Stadio, Parcheggi e Parco Centrale (730 giorni solari consecutivi)».