Stadio Venezia, il Comune pensa a due mutui da 192 milioni in totale

Il nuovo impianto sorgerebbe all’interno del progetto Bosco per lo sport, che prevede anche un palasport, per una spesa totale di 308 milioni.

Venezia fondi stadio
(Foto: Maurizio Lagana/Getty Images)

Lo stadio di Venezia, inserito nel progetto Bosco dello sport, sembra non conoscere pace. Dopo la cancellazione dello stanziamento per i fondi del PNRR, ora la questione incendia il Consiglio comunale del capoluogo veneto. In Commissione bilancio, infatti, si sta dibattendo sulla possibilità di accendere due mutui, uno anche per il palasport, per un totale di 192 milioni di euro.

Le opposizioni sono sul piede di guerra per un piano che prevede il mutuo per l’arena che parta nel 2023, mentre quello dello stadio per il 2025. I fondi del PNRR stanziati in un primo momento erano di 93,5 milioni. Il progetto Bosco per lo sport in totale prevede una spesa di 308 milioni: 107,8 milioni per il palasport; 86,9 milioni per lo stadio. E poi 48,8 milioni per le urbanizzazioni, 39,5 per la viabilità (di cui 17 milioni già in cassa, derivanti dai fondi di legge speciale) e 25 milioni per il verde.

Nonostante i fondi del PNRR non siano più accessibili, e neanche i 24 milioni di copertura per gli extracosti, il Comune non vuole abbandonare il progetto. Ed ecco l’idea mutui che in totale porterebbe una spesa di poco superiore ai 192 milioni. Il consigliere di Terra e Acqua, Marco Gasparinetti ha dichiarato: «I conti decisamente non tornano. E si rischia, senza certezza di fondi dal governo, di drenare sul sogno della cittadella dello sport anche i più di 98 milioni di euro di avanzo di bilancio accantonati negli anni (77,6 milioni fino al 2021 e 20,6 milioni del 2022, ndr). Ricordo che attendiamo dallo Stato ancora i 40 milioni di indennizzi per l’acqua alta non ancora arrivati mentre la gente è in difficoltà».

«L’accordo di programma va completamente riscritto perché non corrisponde a realtà – sono le parole dell’assessore Michele Zuin in consiglio comunale -, ma non mi ascoltano. I due mutui servono per mandare avanti il progetto e non buttare via tutto. Non faremo mai 200 milioni di mutuo, è evidente».

Sullo sfondo rimane la questione ricorso, preannunciato ma mai veramente intrapreso dalla giunta del sindaco Brugnaro contro il governo. La mossa dei mutui, inoltre, potrebbe essere la strategia del Comune di stanare il governo sul tema degli aiuti economici. Infatti, indiscrezioni, riportano come il Comune sia pronto ad accendere dei mutui solamente quando arriveranno i fondi statali che andranno a coprire le altre opere (viabilità, urbanizzazioni e verde) e il centinaio di milioni per fare l’arena verranno presi dall’avanzo.

«Ma la realtà è che è tutto sospeso per ora», ammette l’assessore Zuin. Infatti, l’idea iniziale era quella di terminare i cantieri entro giugno 2026. Ma con la revoca dei finanziamenti tutte le gare per gli appalti sono state sospese e si cercano i fondi necessari per farle ripartire, ma questo richiede tempo che di conseguenza porta più in là ogni obiettivo fissato in precedenza con un ritardo che a oggi è di sei mesi sulla tabella di marcia.