Non solo plusvalenze: il Governo accende i fari sui conti dei club

Il ministro per lo sport Andrea Abodi è pronto a iniziare quella riforma dello sport italiano presente nel programma della coalizione di centro-destra che guida il Paese.

Abodi
Andrea Abodi (Foto: Emilio Andreoli/Getty Images)

Il Governo prova a mettere mano alla situazione economica del calcio e delle società coinvolte che ogni anno presentano conti in rosso. Se da una parte si sta portando avanti una riforma delle plusvalenze per evitare altri casi Juventus, dall’altra prima del campionato 2023/24 sarà fatta una approfondita analisi dei conti dei club per verificarne la salute economica. A questo va aggiunta una riforma della giustizia sportiva per evitare cambiamenti della classifica a campionato in corso. Cosa successa tre volte quest’anno.

Come riporta l’edizione odierna di MF-Milano e Finanza, la questione della salute dei club non riguarda solamente la Serie A, ma è un paradigma che sarà riproposto anche per le leghe minori, dove molto spesso si verificano situazioni di fallimenti a campionati inoltrati che di fatto condizionano la competizione. Il Governo interverrà proprio in quest’ottica con un nuovo decreto sulla Pubblica amministrazione atteso nella giornata di oggi in Consiglio dei ministri, prevedendo, tra le altre norme, che la classifica non possa più cambiare a campionato in corso per effetto delle sentenze della giustizia sportiva.

Entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto, si legge in una bozza, le società sportive professionistiche saranno sottoposte a «tempestivi ed esaustivi controlli» per verificarne l’equilibrio economico e finanziario. Non solo il calcio. Su richiesta del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, il decreto riguarderà tutti gli sport per una totale riforma del movimento sportivo italiano.

Il secondo tassello della strategia interviene sul trattamento fiscale delle plusvalenze. Secondo quanto si legge nella bozza, queste concorreranno a formare il reddito per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono state realizzate se il giocatore, in questo caso, è stato tenuto per due anni e non più per uno. Queste misure arrivano dopo l’apertura, nello scorso autunno, di discorsi sulla stabilità finanziaria del calcio italiano al ministero dell’Economia.

Al momento la riforma tanto voluta da Abodi si fermerà a questo decreto, visto che si vuole evitare di presentarne altri che dovrebbero essere convertiti in 60 giorni, come prevede la legge, e quindi andare in scadenza a cavallo di ferragosto, quando i lavori politici vengono messi in pausa e i campionati stanno per iniziare.