All’evento “Il Foglio a San Siro” era presente anche il presidente del Milan, Paolo Scaroni, reduce dalla deludente semifinale di Champions League persa dai rossoneri contro l’Inter per 2-0 con i gol di Dzeko e Mkhitaryan nei primi 11 minuti.
«Ero di umore migliore ieri sera – ha esordito Scaroni -, così è il calcio, cosa dobbiamo fare. Come dare energia al Milan? Sono sicuro che ne avremo al ritorno, non considero la qualificazione chiusa. Siamo fiduciosi, non lo dico io ma lo dice il nostro mister Pioli. Guardiamo avanti pieni di fiducia».
Sulla gestione della società: «Ci sono due montagne da scalare, una che riguarda i risultati e una economica, che sono collegate. Quando mi guardo indietro, penso che le abbiamo scalate in buona parte entrambe. Siamo fiduciosi di qualificarci di nuovo in Champions. Da un punto di visto economico abbiamo fatto molto bene e spero che chiuderemo in utile grazie al cammino che abbiamo fatto quest’anno nella competizione. Abbiamo sempre lo stadio pieno. Tutto sta andando nella giusta direzione ed è merito di chi gestisce squadra e società».
Il campionato quest’anno è andato al Napoli: «Ha una squadra molto forte, anche quando ha perso ha giocato benissimo. È riuscito a vincere lo scudetto avendo giocatori giovani e forti e un bilancio in utile. È stato bravissimo De Laurentiis che è riuscito ad avere tutto quello che un club vorrebbe avere».
Tornando al Milan, ieri sera, prima della partita, sono circolate voci di rinnovo per Rafael Leao: «Il dossier rinnovi dei giocatori, in particolare Leao, non è nelle mie mani ma in quelle dell’amministratore delegato Furlani insieme a Maldini. Siccome vedo Furlani sorridente, allora sono ottimista. Lo vedo rilassato su questa pedina così importante».
Oltre al risultato, la gara contro l’Inter ha permesso di incassare oltre 10 milioni di euro: «Gli incassi sono la benzina per la nostra macchina. Uno nuovo stadio ci avrebbe permesso di vendere biglietti corporate alle aziende a 5mila euro l’uno. Per una azienda spendere 100mila euro e comprare 20 biglietti in posti speciali, è un investimento che ha una sua redditività. Lo fanno già i grandi club. Ma servono strutture che consentano di farlo, oggi non possiamo fare hospitality a livello di quella che si potrebbe fare con un impianto nuovo. Per questo servono nuovi stadi e nuove strutture, anche per offrire qualità a tifosi».
Proprio sul tema nuovo stadio, Scaroni ha aggiunto: «Noi come Milan teniamo in mano ancora il dossier San Siro, che ha dei grandi punti di domanda. Ogni passaggio col Comune si traduce in maggiori costi per noi, minore capacità di costruire e tutto questo rende il progetto economicamente meno attrattivo. A parte questo, abbiamo punti di domanda che cominceremo ad affrontare. In parallelo non rinunciamo a studiare altre localizzazioni. Abbiamo in mente un paio di ipotesi realistiche fuori dal Comune di Milano, non possiamo limitarci ad avere un’unica ipotesi su un tema così importante. Costruire uno stadio nell’area di Milano è diventata impresa titanica, ovunque ci sono opposizioni agguerrite e vociferanti che obbligano a fare un passo indietro. È una realtà di Milano ma forse non solo di Milano. Deadline? Entro quest’estate prenderemo la decisione finale».
«Non so cosa abbia fatto il sindaco, è un avvenimento importante e mediaticamente ha avuto grande risalto, dandoci quel lustro che contribuisca a dare valore alla Serie A – ha continuato Scaroni -. Stiamo entrando nella stagione dei rinnovi dei diritti televisivi, soprattutto per quanto riguarda l’estero. Che la Serie A sia appassionante e ad alto livello è un elemento importante. In Lega comincio a sentire qualche vena di ottimismo che tre mesi fa non c’era sull’esito di questa asta».
Sul nuovo proprietario del Milan, Gerry Cardinale: «Si sta appassionando. Chiaramente non può venire a tutte le partite ma quando viene qui lo vedo appassionato e anche conoscitore del calcio e dello sport in generale. Sia lui che tutto il team di RedBird sono dei professionisti dello sport, è la cosa in più che abbiamo dopo il percorso con Elliott che ci ha portato al risanamento oggi c’è un altro percorso con RedBird».
Il futuro di De Ketelaere e Ibrahimovic: «Mi sento fiducioso sul fatto che questo acquisto dia quanto ci si attendeva. Non c’è piano B, c’è piano A che consiste nel dargli valore che ci ha portato a fare acquisto l’anno scorso. La pazienza è una nostra virtù, è nel nostro stile. Diamo fiducia a lui come successo come con Tonali. Ibra? Credo che se lui stia bene, deve continuare a stare al Milan. Bisogna che stia bene ma questo lo può dire solo lui. Qui si trova bene, lo vedo anche quando assiste alle partite ed è coinvoltissimo, è un grande appassionato di Milan. Se lui sta bene e se la sente va bene così».
Un’ultima battuta sulla doppia carica di presidente del Milan e di Enel: «Non ho rinunciato al Milan intanto perché ne sono tifoso. Il Milan dà emozioni uniche, non voglio rinunciare a queste emozioni. Poi c’è il tema stadio, c’è da terminare questo percorso iniziato nel 2018. Ho ancora tante cose da fare e ho la voglia di farle».