L’Inter non rinuncia ancora a recuperare gli oltre 31 milioni di euro che deve ancora incassare da DigitalBits, l’ex main sponsor di maglia del club nerazzurro con il quale si era aperto un contenzioso nella stagione 2022/23, dopo il mancato versamento del corrispettivo pattuito per la partnership. Come emerge dal bilancio consolidato 2025/26 del club, consultato da Calcio e Finanza, la società sta raccogliendo informazioni sull’eventuale presenza di beni aggredibili riconducibili alla controparte e sulla loro ubicazione, con l’obiettivo di valutare l’avvio di un’azione esecutiva per il recupero delle somme dovute.
Si tratta di un nuovo sviluppo nella controversia con Zytara Labs, la società con cui l’Inter aveva sottoscritto il contratto di sponsorizzazione il 2 settembre 2021, successivamente risolto per inadempimento il 30 maggio 2023. La rottura aveva portato anche alla rimozione del marchio DigitalBits dalle maglie della prima squadra maschile.
Inter-DigitalBits, il decreto ingiuntivo è diventato definitivo
Dopo la risoluzione dell’accordo, l’Inter aveva deciso di tutelare i propri interessi attraverso un procedimento giudiziario, presentando al Tribunale di Milano un ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti di Zytara Labs. L’iter si è rivelato particolarmente complesso, soprattutto per le difficoltà incontrate nella notifica del provvedimento alla società statunitense. Un primo tentativo, avviato nell’ottobre 2023 attraverso l’Autorità Centrale statunitense di Seattle, aveva avuto esito negativo per irreperibilità del destinatario, come comunicato nell’aprile 2024.
Il club aveva quindi ottenuto dal Tribunale di Milano la possibilità di procedere con una seconda notifica, avviata nel luglio 2024, anch’essa inizialmente senza successo. La svolta è arrivata attraverso un’ulteriore procedura di notificazione, effettuata ai sensi dell’articolo 142 del Codice di procedura civile, che si è perfezionata il 26 ottobre 2024. Da quel momento, Zytara Labs aveva sessanta giorni per presentare opposizione al decreto ingiuntivo. Non essendo stata proposta alcuna opposizione entro il termine previsto, il provvedimento è diventato definitivo.
DigitalBits, l’Inter valuta un’azione esecutiva sui beni dell’ex sponsor
È proprio su questo aspetto che si concentra ora l’attenzione della società nerazzurra. Il bilancio 2025/26 conferma infatti che il management sta cercando di individuare eventuali beni della controparte sui quali potrebbe essere avviata un’azione esecutiva, verificandone anche la localizzazione geografica.
L’obiettivo è capire se esistano patrimoni effettivamente utilizzabili per soddisfare, almeno in parte, il credito vantato nei confronti dell’ex sponsor. La possibilità di procedere non è tuttavia automatica. Come specificato nel documento, l’eventuale azione esecutiva sarebbe subordinata al riconoscimento del decreto ingiuntivo nell’ordinamento estero competente.
In sostanza, il fatto che l’Inter abbia ottenuto un provvedimento definitivo in Italia non significa che possa procedere direttamente al pignoramento di beni eventualmente situati all’estero. Sarebbe prima necessario ottenere il riconoscimento del titolo giudiziario secondo le regole applicabili nel Paese interessato, per poi valutare concretamente le possibilità di recupero.
Inter-DigitalBits, quanto deve ancora incassare il club
Sul fronte economico, la documentazione conferma che alla data di redazione del bilancio consolidato 2025/26 risultano ancora 31,35 milioni di euro di crediti scaduti e non incassati nei confronti di Zytara Labs.
La somma è composta da due voci principali:
- 1,6 milioni di euro relativi ai bonus legati ai risultati sportivi raggiunti dall’Inter nella stagione 2021/22;
- 29,75 milioni di euro relativi ai corrispettivi fissi e variabili della stagione 2022/23 per la sponsorizzazione principale della maglia
Entrambi gli importi sono stati interamente svalutati nei precedenti esercizi, rispettivamente nei bilanci chiusi al 30 giugno 2022 e al 30 giugno 2023. Questo significa che i crediti, pur rimanendo formalmente vantati dalla società, non contribuiscono positivamente al valore netto delle attività iscritte in bilancio, in considerazione delle difficoltà di recupero.
Un eventuale incasso, qualora l’Inter riuscisse a individuare e aggredire beni dell’ex sponsor, potrebbe quindi produrre effetti positivi sui conti futuri del club, nella misura delle somme effettivamente recuperate e secondo il relativo trattamento contabile.
Rimane tuttavia incerto l’esito della procedura. Il club dispone ora di un decreto ingiuntivo definitivo, ma il recupero effettivo degli oltre 31 milioni dipenderà dalla possibilità di individuare beni della controparte e di ottenere all’estero il riconoscimento del provvedimento italiano. La vicenda DigitalBits, che aveva segnato uno dei principali contenziosi commerciali dell’Inter negli ultimi anni, resta dunque aperta sul piano del recupero del credito.