L’idea dei giocatori della Lazio: lettera a Lotito per chiedergli di ascoltare i tifosi

Il tecnico Gennaro Gattuso ha sottolineato il peso dell’assenza dei sostenitori, mentre i giocatori starebbero valutando di scrivere al patron per chiedergli di ascoltare le richieste della tifoseria.

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Claudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Rimane teso il clima tra la tifoseria e il presidente e proprietario della Lazio Claudio Lotito. Sabato 12 settembre, la squadra della capitale ha terminato con un pareggio la sfida contro il Milan, issandosi momentaneamente in vetta alla classifica del campionato di Serie A. La partita è cominciata nel migliore dei modi per la Lazio (avanti di due lunghezze nel primo tempo), che ha poi subito due gol nella ripresa.

Anche in occasione del match con i rossoneri, l’assenza dei tifosi allo stadio Olimpico è stato un tema centrale. La squadra è stata accompagnata da centinaia di moto e scooter da Formello all’Olimpico, poi però i sostenitori biancocelesti si sono fermati a Ponte Milvio, per portare avanti la contestazione, con lo stadio ancora una volta senza il sostegno necessario dagli spalti.

La situazione non riguarda però solamente la tifoseria, ma colpisce inevitabilmente i calciatori. Come riportato da il quotidiano Il Tempo, i giocatori starebbero valutando di scrivere una lettera al presidente Claudio Lotito, chiedendogli di ascoltare le richieste dei tifosi. Anche l’allenatore Gennaro Gattuso ha detto chiaramente che senza tifosi «non è calcio», sottolineando il peso dell’assenza del pubblico.

Il possibile intervento dei giocatori e dell’allenatore rappresenta dunque un ulteriore segnale della necessità di trovare una soluzione. La questione, infatti, non coinvolge più soltanto il rapporto tra il presidente e la tifoseria, ma anche il contesto in cui la squadra si trova a lavorare.

 

Il corteo di sabato racconta infatti una situazione particolare. I sostenitori biancocelesti hanno voluto accompagnare la squadra fino all’Olimpico, dimostrando il proprio sostegno ai giocatori, ma hanno poi scelto di non entrare allo stadio. La distanza – come già sottolineato in altre occasioni – non è quindi con la squadra, ma con Lotito e la sua gestione societaria.

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