Lotito: «A Roma la destra vuole cacciarmi, ma la mia Lazio è prima in Serie A»

«C’è un contrasto totale tra quello che succede a Roma e il resto del territorio nazionale», ha detto il patron della Lazio e senatore di Forza Italia.

Lotito destra romana
Claudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

La Lazio è prima in classifica a punteggio pieno dopo tre giornate, ma il rapporto tra Claudio Lotito e una parte consistente della tifoseria biancoceleste resta tesissimo. Il presidente del club e senatore di Forza Italia torna sulla contestazione che lo accompagna ormai da tempo e che, nelle ultime settimane, ha assunto anche una dimensione politica, con iniziative e raccolte firme alle quali hanno aderito anche figure legate al centrodestra romano.

Una situazione che Lotito giudica incomprensibile, soprattutto alla luce dell’avvio di stagione della squadra. «Non mi faccia parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica», ha spiegato il numero uno biancoceleste al Fatto Quotidiano, rispondendo alle critiche di chi sostiene che con la sua gestione i tifosi non riescano più a «sognare».

«Ma che vuol dire? Siamo primi in classifica, non basta?», ha proseguito Lotito. «Non basta comprare i giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l’Academy, voler fare lo stadio. L’unico assioma loro è: Lotito deve andare via».

Lotito e la contestazione a Roma

La partenza perfetta in Serie A non è stata infatti sufficiente a ricucire lo strappo con l’ambiente. La Lazio sta giocando davanti a un pubblico fortemente ridotto e la campagna abbonamenti ha registrato numeri molto bassi, mentre alla tradizionale contestazione della componente ultras si sono affiancate iniziative più strutturate contro la proprietà.

Lotito, però, non sembra intenzionato né a fare passi indietro né a cercare un confronto diretto con chi lo contesta. «Io non devo parlare con nessuno, faccio il presidente nell’interesse della società», ha spiegato. «Sul lato umano poi il mio giudizio sulle persone è sulla base dei comportamenti. Facciano quello che vogliono e poi si vedrà».

Il presidente respinge la lettura di uno scontro politico interno al centrodestra, pur sottolineando come la contestazione nei suoi confronti abbia, a suo giudizio, una dimensione soprattutto romana: «Questa è una dietrologia che fanno gli altri. Io l’unica cosa che posso dire è che c’è un contrasto totale tra quello che succede a Roma e il resto del territorio nazionale, c’è un problema endemico proprio», ha detto Lotito. «Se uno esce da Roma, c’è una situazione diversa». A sostegno della propria tesi cita anche l’accoglienza ricevuta a Reggio Calabria, dove sostiene di essere «portato in trionfo», in contrapposizione al clima che ritrova nella Capitale.

Una contrapposizione che, almeno per il momento, non sembra destinata a spegnersi. Da una parte una fetta della tifoseria che continua a chiedere la fine dell’era Lotito, dall’altra il presidente che rivendica i risultati e risponde alle critiche con la classifica: la Lazio, dopo tre giornate, guarda tutti dall’alto. Alla domanda se stia anche solo lontanamente pensando allo Scudetto, però, Lotito si ferma: «Grazie, grazie, arrivederci».