Quanto ha speso l'Atalanta sul mercato estivo? Saldo e impatto sul bilancio

Acquisti, cessioni, plusvalenze e impatto sul bilancio 2026/27 nell’analisi di Calcio e Finanza sulla sessione dei trasferimenti della società bergamasca.

Quanto ha speso l'Atalanta sul mercato
ANALISI
(Foto: Michael Reaves/Getty Images)

Quanto ha speso l’Atalanta sul mercato estivo 2026? Alla chiusura della sessione dei trasferimenti, il club bergamasco ha fatto registrare un impatto ampiamente positivo sul conto economico tra entrate e uscite, pari a circa 36,48 milioni di euro. Secondo le stime di Calcio e Finanza, i nuovi innesti hanno comportato maggiori costi per circa 37,07 milioni di euro, mentre le operazioni in uscita – tra plusvalenze, ricavi dai prestiti e risparmi generati dai calciatori che hanno lasciato la rosa – hanno prodotto benefici complessivi stimati in 73,55 milioni.

Contestualmente, il saldo dei trasferimenti in termini di soli cartellini è stato negativo per 9 milioni di euro. Considerando il perimetro delle operazioni analizzate, l’Atalanta ha investito circa 69 milioni di euro nei cartellini, a fronte di 60 milioni di incassi dalle principali cessioni di competenza del 2026/27. Il saldo dei trasferimenti e l’impatto sul bilancio misurano infatti due elementi differenti: il primo mette a confronto quanto investito e quanto incassato per i cartellini, mentre il secondo considera l’effetto delle operazioni sul conto economico tra ammortamenti, stipendi, plusvalenze, costi e ricavi dai prestiti e risparmi prodotti dalle partenze.

Indicatore Valore stimato
Maggiori costi delle operazioni in entrata 37,07
Incassi delle principali cessioni di competenza del 2026/27 60,00
Plusvalenze dalle principali cessioni 57,80
Benefici complessivi delle operazioni in uscita 73,55
Saldo dei cartellini -9,00
Impatto netto sul bilancio 2026/27 36,48
Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euro

Quanto ha speso l’Atalanta sul mercato: Rowe il colpo per Sarri

La sessione estiva dell’Atalanta ha coinciso con l’inizio di un nuovo ciclo tecnico. Dopo l’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina nerazzurra, il club ha affidato a Cristiano Giuntoli il compito di intervenire su una rosa che ha salutato alcuni protagonisti delle stagioni precedenti, senza però rinunciare a investimenti importanti soprattutto a centrocampo e nel reparto offensivo. Sarri è stato ufficializzato come nuovo tecnico a giugno.

Uno dei primi rinforzi è stato Gianluca Gaetano, acquistato a titolo definitivo dal Cagliari. Il centrocampista classe 2000 ha aumentato le alternative nella zona centrale del campo e rappresenta uno dei principali investimenti a titolo definitivo effettuati dal club nel corso dell’estate. La difesa è stata invece rinforzata con Thomas Kristensen, arrivato dall’Udinese attraverso un prestito con obbligo di riscatto, assimilabile di fatto ad un acquisto a titolo definitivo.

A centrocampo è arrivato anche Eljif Elmas dal Lipsia. Il macedone, già protagonista in Serie A con il Napoli, si è trasferito a Bergamo in prestito con diritto di riscatto, portando a Sarri un profilo particolarmente duttile e già abituato al calcio italiano.

Negli ultimi giorni di mercato l’Atalanta ha poi riportato a Bergamo Franck Kessie, tornato in nerazzurro nove anni dopo la conclusione della sua prima esperienza con la Dea. Il centrocampista ivoriano è stato tesserato con un contratto pluriennale dopo essersi liberato dal precedente club, permettendo quindi alla società di aggiungere un giocatore di esperienza internazionale senza sostenere un costo per il cartellino.

Il colpo conclusivo della sessione è stato però Jonathan Rowe. L’esterno inglese è arrivato dal Bologna con la formula del prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato, andando a completare il reparto offensivo a disposizione di Sarri. È proprio Rowe, secondo le stime di Calcio e Finanza, l’operazione con il maggiore costo annuale sul bilancio 2026/27.

A queste operazioni si aggiungono alcuni investimenti destinati principalmente alla formazione Under 23 e al futuro del club, nell’ambito di una politica che continua a combinare esigenze immediate della prima squadra e valorizzazione di giovani prospetti.

Quanto pesano gli acquisti dell’Atalanta sul bilancio

Nonostante un volume di investimenti in cartellini nell’ordine dei 69 milioni di euro, l’effetto sulla singola stagione è nettamente più contenuto. Per i trasferimenti a titolo definitivo, infatti, il costo del cartellino viene distribuito lungo la durata del contratto attraverso le quote di ammortamento, mentre per le operazioni temporanee incidono il costo del prestito e, a seconda della struttura dell’accordo, gli eventuali effetti legati al futuro acquisto.

Secondo le stime di Calcio e Finanza, gli innesti considerati nell’analisi producono 13,80 milioni di euro di nuovi ammortamenti sul bilancio 2026/27. A questi si aggiungono circa 2 milioni di costi relativi ai prestiti.

La componente più rilevante è però rappresentata ancora una volta dal costo del lavoro. Gli stipendi lordi dei nuovi calciatori sono stimati complessivamente in 21,27 milioni di euro, portando l’impatto totale della campagna acquisti a 37,07 milioni di maggiori costi.

L’operazione con il maggiore costo annuale è quella relativa a Jonathan Rowe, arrivato nell’ultimo giorno di mercato per completare il reparto offensivo nerazzurro.

Indicatore Valore stimato
Ammortamenti nuovi acquisti 13,80
Costo prestiti 2,00
Stipendi lordi dei nuovi calciatori 21,27
Operazione con il maggiore costo annuo Jonathan Rowe
Maggiori costi complessivi 37,07
Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euro

Le cessioni dell’Atalanta: Palestra spinge le plusvalenze

È però sul fronte delle uscite che emerge ancora una volta una delle principali caratteristiche del modello economico dell’Atalanta. Il club è riuscito a finanziare una parte significativa degli investimenti attraverso la valorizzazione e la successiva cessione di calciatori, generando allo stesso tempo un volume molto rilevante di plusvalenze.

L’operazione principale dell’estate è stata quella relativa a Marco Palestra, ceduto a titolo definitivo al Chelsea. Il laterale, cresciuto nel settore giovanile nerazzurro dall’età di dieci anni prima del passaggio dall’Under 23 alla prima squadra, rappresenta un caso particolarmente significativo anche dal punto di vista economico: essendo un prodotto del vivaio, il suo valore contabile era estremamente contenuto e la cessione ha così generato una plusvalenza molto elevata. L’Atalanta ha ufficializzato il trasferimento definitivo al Chelsea il 1° luglio.

Tra le altre cessioni definitive figura quella di Berat Djimsiti, che dopo oltre otto stagioni a Bergamo ha lasciato la Serie A per trasferirsi all’Al-Diriyah. La partenza del difensore albanese ha prodotto non soltanto un incasso, ma anche un beneficio legato al venir meno del relativo costo del lavoro.

Una situazione particolare riguarda invece Honest Ahanor. L’Atalanta ha già raggiunto un accordo per la sua cessione al Chelsea, ma il trasferimento al club londinese diventerà effettivo nel 2027. Per la stagione in corso il difensore è stato infatti ceduto in prestito al Crystal Palace. Per questo motivo l’operazione con il Chelsea non rientra nello stesso modo tra gli incassi di competenza considerati per il 2026/27.

Numerose anche le partenze attraverso trasferimenti temporanei. Daniel Maldini è passato al Cagliari in prestito con opzione e obbligo condizionato, mentre El Bilal Touré ha raggiunto il Parma attraverso una formula analoga. Nelle ultime ore ha lasciato Bergamo anche Mitchel Bakker, che ha risolto consensualmente il proprio contratto con la società.

Complessivamente, le principali cessioni considerate nell’analisi hanno prodotto incassi per circa 60 milioni di euro, ai quali si aggiungono 2,5 milioni di ricavi dai prestiti. L’elemento più significativo è rappresentato dalle plusvalenze, stimate in 57,80 milioni di euro, spinte in particolare dall’operazione Palestra.

Il venir meno di ammortamenti e stipendi dei calciatori usciti produce inoltre un ulteriore risparmio stimato in 13,26 milioni di euro. Sommando plusvalenze, ricavi dai prestiti e risparmi sul costo della rosa, le operazioni in uscita generano così benefici complessivi per circa 73,55 milioni di euro sul bilancio 2026/27.

A fronte dei 37,07 milioni di maggiori costi generati dalle entrate, il mercato dell’Atalanta produce quindi un impatto positivo sul conto economico stimato in circa 36,48 milioni di euro, pur in presenza di un saldo dei cartellini negativo per 9 milioni. Una dinamica che fotografa ancora una volta la capacità del club bergamasco di trasformare la valorizzazione dei calciatori in risorse da reinvestire sulla rosa senza appesantire, nel complesso, il risultato economico della stagione.

Indicatore Valore stimato
Incassi dalle principali cessioni considerate 60,00
Incassi da prestiti 2,5
Plusvalenze stimate 57,80
Risparmio su ammortamenti e stipendi 13,25
Benefici complessivi delle uscite 73,55
Elaborazione Calcio e Finanza; dati in milioni di euro

Report CF Pro


Report Atalanta Calciomercato 2026/27

Atalanta – Calciomercato 2026/27
Tutti i dati sulle operazioni in entrata e in uscita e il loro impatto sul bilancio del club.


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