Il Como vivrà una stagione da sogno con la grande opportunità, conquistata con il quarto posto nello scorso campionato, di giocare nel prestigiosissimo palcoscenico della Champions League. Un traguardo che costringerà il club a perseguire obiettivi non preventivati, ma per cui il presidente Mirwan Suwarso si dice pronto a superare.
«Potremmo saltare un anno, quindi dobbiamo comportarci come se non fosse il nostro posto, combattendo in modo infernale. Non modificheremo le spese per adattarle a quel palcoscenico. Avversari preferiti? Real Madrid in casa e Barcellona fuori», ha dichiarato il numero uno del Como al podcast Business of Sport.
Suwarso ha poi aggiunto: «Non dovremmo essere una squadra di calcio. Dovremmo essere una destinazione per il turismo sportivo. Abbiamo detto: “Va bene, parliamo di quanto sia bello questo posto. Parliamo di quanto siano belle le persone…” Non si tratta mai di calcio. Si tratta sempre di una destinazione per il turismo sportivo. L’ambizione è quella di essere “i Los Angeles Lakers” del calcio italiano».
Sui cambiamenti di strategia in vista della Champions e il Fair Play Finanziario: «Non ho bisogno che la UEFA mi parli di Fair Play Finanziario. I miei proprietari me lo dicono ogni giorno. Se dovete multarci, multateci. Fa parte degli ostacoli che dobbiamo superare. È una normale conseguenza del lavoro. Stadio? Ora stiamo ristrutturando per la Champions. L’obiettivo a lungo termine è avere uno stadio più bello. Abbiamo presentato la richiesta di autorizzazione per costruirlo. Potremmo iniziare a costruire nel 2027. I costi? Circa 64 milioni, non molto, ci concentreremo più sull’hospitality. Capienza? Con 15.000 saremmo felici. Vorrei avere su quel lungolago sei ristoranti, un bar sul tetto e un centro sanitario per la comunità. Sono abbastanza contento di uno stadio piccolo con atmosfera da boutique».
Come sono cambiate le strategie del club nel corso degli anni: «Tre anni fa non avevamo vivaio, oggi abbiamo 11 giocatori solo nelle nazionali giovanili italiane. Abbiamo un piano quinquennale e decennale, simile al piano centenario giapponese. Per ogni giocatore che arriva qui abbiamo un piano aziendale. Stiamo anche cercando di esplorare quali attività commerciali possiamo legare ad ognuno dei nostri giocatori. Per esempio Diao è senegalese e forse possiamo creare un prodotto con lui per raggiungere un certo mercato».
Sul mercato: «Resta una delle principali fonti di reddito. Abbiamo preso Diao per 12 milioni e dopo pochi mesi abbiamo rifiutato un’offerta di 60 milioni. Più a lungo tieni il giocatore, maggiore può essere il profitto per questioni di ammortamento. Abbiamo preso Baturina a 18 milioni, abbiamo ricevuto offerte per 55 ma abbiamo stimato il suo valore in 75 milioni. Lo scorso anno abbiamo preso un Azon per 2 milioni, l’abbiamo prestato all’Ipswich che ci ha pagato 2,6 milioni e ora abbiamo già un’offerta di 10 milioni».
Suwarso poi rivela una curiosità legata all’Inter e al doppio interesse per Chalobah, anche se il presidente del Como non nomina mai esplicitamente il difensore in forza al Chelsea: «Siamo stati oggetto di notizia sui media sul fatto che siamo in competizione con un’altra squadra italiana per un giocatore britannico. Lì ho detto: “Sai cosa? Perché non chiamo il presidente dell’altra squadra e gli chiedo: “Lo volete?”. Se lo volete fate pure, noi ci tiriamo indietro, grazie”. Ma se lo compri dammi uno dei tuoi. E lui ha detto: “Grazie per la chiamata. Apprezzo questo, ti faremo sapere entro la fine della giornata. Se non andremo avanti, questi sono gli altri obiettivi che stavamo seguendo. Siamo felici di condividerli con te”. Quindi per me questo tipo di rapporto è vantaggioso per entrambi i club, aiuta tutti noi a crescere».