Si prospetta un lunedì molto importante per il prossimo futuro dell’Union Brescia. Si parte alle 15.00 a Desenzano con l’asta per l’acquisto dello storico marchio del Brescia Calcio «e relativi segni distintivi». Ma non solo.
Come riporta l’edizione odierna de Il Giornale di Brescia, c’è poi attesa per la sentenza del giudice Alessandro Pernigotto relativa alla richiesta di Massimo Cellino per il concordato preventivo in bianco, strada individuata dai legali dell’imprenditore sardo per evitare il crac dell’altro Brescia, quello gestito dall’imprenditore sardo. L’ultima udienza si è svolta giovedì e per oggi è attesa la sentenza, se il giudice non si prenderà ulteriore tempo.
Ma oltre a essere protagonista di questo secondo appuntamento, Cellino sta provando a essere presente anche al tavolo che riguarda il marchio. La base d’asta per la licenza, individuata un mese fa con l’avviso di vendita relativo all’affidamento in licenza d’uso esclusiva del marchio storico “Brescia Calcio 1911” e relativi segni distintivi, è di 50mila euro per una durata della stessa di tre anni prorogabile automaticamente di anno in anno. La presentazione delle offerte è scaduta venerdì 10. Ciò significa che chi oggi dovrà aggiudicare il marchio storico sa benissimo quante sono le offerte pervenute, ma solo dalle 15.00 saprà da chi.
«Non saremo gli unici, mi aspetto che anche altri partecipino all’asta», ha detto lo scorso 4 luglio il presidente dell’Union Brescia Giuseppe Pasini, il quale vuole fortemente accaparrarsi marchio e segni distintivi del Brescia che così potranno essere utilizzati dal nuovo club a partire da questa stagione. È una promessa fatta più o meno un anno fa, il 17 luglio 2025, quando nacque l’Union Brescia.
Ma fra gli altri protagonisti sembra proprio che ci sarà anche Massimo Cellino, amministratore unico del Brescia Calcio e che nella giornata di sabato ha fatto sentire la sua voce tramite i propri legali. Secondo quanto dichiarato, l’eventuale aggiudicazione all’Union Brescia o a un’altra società del marchio storico «attuerebbe una gravissima violazione dei diritti di natura identitaria, sportivi e di natura privativa» del Brescia Calcio. Insomma, guerra aperta come è stata fatta su altre partite, vedasi l’utilizzo dello stadio Rigamonti, che ha visto Cellino costantemente sconfitto davanti ai giudici. Oggi alle 15.00 si capirà se l’unica pec arrivata sarà quella dell’Union Brescia, o se magari lo stesso Cellino non abbia deciso di fare un’offerta. O, in alternativa, se l’imprenditore stia affilando le armi per un’altra battaglia legale sull’utilizzo di terzi.