Al netto di qualche colpo a effetto, i soldi per il mercato sono pochi in Serie A e i club puntano a una sessione di saldi e occasioni. Soprattutto dopo il Mondiale.

Al netto di alcune operazioni “manifesto” tentate o riuscite, è lecito prevedere che gran parte delle operazioni in Italia si farà nel mese di agosto.

Football Affairs Mondiali 2026
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Superata la data del 30 giugno si è ufficialmente entrati nella stagione calcistica 2026/2027 e quindi per la stragrande maggioranza dei club di Serie A (e non solo) è iniziato dal primo luglio un nuovo esercizio finanziario 

Quasi contemporaneamente è anche cominciato il calciomercato estivo che si concluderà il 1° settembre e che ha portato con sé una novità: per la prima volta l’inizio della campagna trasferimenti è stata anticipato al 29 giugno. Un escamotage per consentire ai club una maggiore flessibilità finanziaria: ovvero la possibilità di caricare un eventuale colpo in entrata o i proventi di cessione su un esercizio contabile piuttosto che un altro a seconda delle necessità, senza incorrere nel rischio di problematiche legate al deposito dei contratti a partire dal 1° di luglio per quei colpi conclusi a fine giugno. 

In verità si tratta di un piccolo particolare che però nasconde una grossa paura che da tempo circola tra gli operatori: ovvero che, stando a quanto hanno spiegato a Calcio e Finanza numerosi addetti ai lavori, quantomeno in Serie A (e la cosa sarebbe ancor più tangibile nelle serie inferiori) non ci sono molti soldi per avviare le operazioni di calciomercato, anzi ce ne sono proprio pochi.   

E in questo quadro è lecito prevedere che gran parte delle operazioni in Italia si farà in agosto, se non nel tardo agosto:  

  • Quando i prezzi inevitabilmente caleranno per l’avvicinarsi del termine della campagna trasferimenti.
  • Quando i grandissimi club europei, in parte ora fermi per i Mondiali, avranno sistemato le loro rose per essere pronti per l’avvio dei rispettivi campionati. E quindi avranno definito bene quali saranno gli esuberi sui quali i nostri club potranno buttarsi. In questo quadro un vantaggio per la Juventus potrebbe essere che il PSG ha già chiaro in mente che Kolo Muani non farà parte del roster parigino anche per la prossima stagione. 
  • E quando, ci si auspica, saranno già entrati un po’ di denari da varie cessioni. Una eventualità questa che è addirittura una conditio sine qua non (per usare il latino tanto caro al presidente Lotito) per società come la Lazio che dovranno svolgere un mercato a saldo zero. La problematica riguardava anche Monza e Sassuolo, ma le proprietà dei due club sono successivamente intervenute per risolvere la situazione.  

Il tutto non dimenticando, cosa che non disdegnano mai di segnalare i direttori finanziari dei club, che assicurarsi un giocatore ad agosto e non a luglio significa risparmiare quantomeno una mensilità di stipendio (se non quasi due nel caso arrivasse agli sgoccioli del mercato). E questo con buona pace degli allenatori che invece sognano sempre di avere l’intera rosa a disposizione a metà luglio, dal primo giorno del ritiro pre campionato. 

RAMOS, MA NON SOLO: I COLPI BANDIERA DEL MERCATO 

Evidentemente tutto questo non significa che prima non vi potranno essere grossi colpi di mercato. Soprattutto se si tratterà di colpi “bandiera” o “manifesto”, cioè quelle operazioni volte al di là del valore tecnico sottostante a dimostrare qualcosa alla piazza o ad altri club avversari. E’ il caso per esempio dello sbarco di Gonçalo Ramos al Milan. Trasferimento per il quale il club rossonero ha speso 74 milioni di euro facendolo diventare l’acquisto più oneroso nella gloriosa storia della società di via Aldo Rossi.  

 Al di là del valore tecnico dell’operazione (sul quale ovviamente parlerà il campo), appare evidente che: 

  • dopo aver varato un’epurazione di massa tecnico/dirigenziale all’indomani dell’ultima di campionato,
  • dopo aver preso personalmente in mano le redini delle operazioni e riordinato il management, 
  • e dopo aver esposto il Milan a una vetrina mediatica non proprio edificante nel mese di giugno (in alcuni casi esagerata da parte dei mezzi di comunicazione, visto per esempio che la questione della possibile non iscrizione al campionato non aveva alcun fondamento) 

il patron rossonero Gerry Cardinale avesse bisogno di mostrare i muscoli per dare slancio all’ambiente. E quindi dopo essersi assicurato l’allenatore Ruben Amorim non ha badato a spese per portare a casa il centravanti desiderato dal nuovo coach. 

Adesso, posto che la contestazione da parte dei tifosi non si è ancora placata, una volta assestato un primo e importante colpo, sarà curioso vedere se anche il Milan, come molte altre, inizierà a giocare con il tempo augurandosi cessioni lucrose prima di mettere altri soldi sul tavolo e formalizzare nuovi colpi, o se proseguirà con gli acquisti (sarebbe vicino l’accordo per Mario Gila della Lazio). Anche perché anche la prossima annata, come quella appena passata, non porterà gli incassi della Champions League e quindi bisognerà comunque avere cautela.

Anche l’eventuale acquisto di Palestra da parte dell’Inter (per 45 milioni di euro più bonus) sarebbe stato un colpo “bandiera”. Se Nico Paz è stata un’opportunità venutasi a crea dopo il niet al Como del Real Madrid sul prolungamento del prestito, il tesseramento del laterale era invece strategico nei piani nerazzurri perché necessario per sostituire Dumfries (e non a caso in parte Palestra sarebbe stato finanziato con i 20 milioni incassati per l’olandese). Inoltre, l’esterno ex Cagliari doveva essere anche una sorta di regalo per Chivu dato che l’allenatore aveva lo espressamente chiesto. Insomma, perso Dumfries, l’Inter voleva dimostrare di avere già la soluzione in tasca e invece è arrivato il “due di picche” per dirla come il Ds nerazzurro Piero Ausilio perché certo l’Inter non poteva competere sullo stipendio con il Chelsea. E non a caso, sfumato l’esterno di Buccinasco, l’Inter si è immediatamente buttata su Anan Khalaili dell’Union Saint Gilloise.  

Però, al di fuori di quella ferita da suturare, il mercato dell’Inter sembra anch’esso caratterizzato da lunghe valutazioni sui prezzi e da quegli stop and go che hanno accomunato le trattative su Curtis Jones e Oumar Solet (anche se ora è spuntato Trevoh Chalobah). Nei fatti sinora l’unico giunto ad Appiano Gentile è Ivan Provedel, costato 3 milioni. 

Se si vuole la vera eccezione è quella del Como. Però la società lariana, per la ricchezza dei suoi proprietari, la famiglia indonesiana degli Hartono, per i piani strategici che la caratterizzano e dato che almeno per questa sessione di mercato non avrà problemi di Fair Play Finanziario con l’UEFA è una eccezione di per sé nel panorama italiano, come già spiegava il presidente Mirwan Suwarso nell’intervista rilasciata a questa testata più di un anno fa ormai 

Ad oggi il club ha versato 60 milioni per tornare ad usufruire delle prestazioni di Nico Paz pur concedendo al Real Madrid il diritto di recompra per 80 milioni. Inoltre, ha acquistato Kaiki Bruno, Luis Milla e Mattia Liberali per un totale di 26 milioni. Però come ha spiegato questa testata, alla società degli Hartono mai come quest’estate conviene fare il pieno di acquisti perché dall’anno prossimo sarà giocoforza nel mirino della UEFA e di un settlement agreement che ne limiterà il potere di spesa. In questo quadro anche l’operazione Paz sembra avere senso: se l’argentino andrà bene anche nel prossimo anno, il Madrid lo vorrà riscattare e a Como arriveranno circa 80 milioni che saranno utili per l’accordo transattivo di cui sopra. Nel frattempo, in riva al lago si saranno goduti la mezzapunta argentina per un’altra stagione. 

BILANCIO E 30 GIUGNO: I CASI DI JUVENTUS E ROMA

In questo quadro è probabilmente più esplicativo della situazione generale di cassa dei club italiani quanto è avvenuto in casa Juventus negli ultimi giorni prima della chiusura del bilancio 2025/2026.  

I bianconeri per giorni hanno cercato di chiudere sul filo di lana del 30 giugno la cessione per 13 milioni di Fabio Miretti al Bologna (che non è detto avverrà nel prosieguo del mercato), però viste le resistenze dei rossoblù di spendere quella cifra entro la fine del giugno (e quindi di caricarla sul bilancio 2025/26) la Juventus ha chiuso molto velocemente la cessione di Puczka al Genoa per 5 milioni. Una cifra non a caso visto che proprio quei 5 milioni, secondo le previsioni di Calcio e Finanza sul bilancio bianconero al 30 giugno 26 (contenute nel report scaricabile gratuitamente sul nostro sito) potrebbero essere decisivi affinché il club torinese chiuda l’esercizio scorso con una perdita in linea a quella dell’annata precedente e non invece superiore.  

Anche la Roma avrebbe dovuto vendere dei calciatori entro il 30 giugno (per circa 50 milioni di euro) per non incorrere in multe da parte della UEFA per via del mancato rispetto del settlement agreement in essere. Però la società giallorossa ha deciso di non cedere nessuno ed eventualmente accettare la multa che giungerà da Nyon. Va notato su questa questione che nella Capitale: 

  • c’è chi ha sottolineato come la decisione sia stata dettata da una nuova volontà di grandezza dopo l’ottima stagione che è equivalsa al ritorno in Champions League 
  • chi invece ha parlato di offerte non all’altezza e che quindi le cessioni non valevano la pena, 
  • chi inoltre ha fatto notare come il club dei Friedkin starebbe negoziando con l’UEFA per procrastinare di un mese la data valida per non incorrere in sanzioni.  

Non è detto che una escluda le altre o viceversa, però sarà curioso vedere come andrà questo mese di luglio sul fronte giallorosso per sapere come stanno veramente le cose. 

IL PESO DEI MONDIALI SUL CALCIOMERCATO

Quel che appare certo invece è questo: con i Mondiali che sulla strada della finale perderà squadre e con l’approssimarsi della nuova stagione, i grandissimi club europei, quelli per intenderci che partono a settembre con l’ambizione dichiarata e giustificata di vincere la Champions League (in Italia non ne abbiamo al momento), avranno sempre più chiaro in mente quali dovranno essere le rose a loro disposizione. E quindi anche quali saranno gli esuberi da piazzare in giro per l’Europa. Esuberi che bene inteso, come dimostrato da Donyell Malen o Rasmus Hojlund la scorsa stagione, in Serie A possono fare la differenza. 

Di li evidentemente partirà una nuova fase del mercato che sarà fatta di opportunità e di relazioni con questi grandi club. E non è detto che tra questi “scarti” non si possa pescare meravigliosamente. Basti pensare che l’Inter 2010, quella del Triplete, iniziò a prendere forma decisiva nella seconda metà dell’agosto 2009 quando l’esubero del Real Madrid Wesley Sneijder lasciò il Bernabeu per diventare nerazzurro.