Rapporto SIAE: spesi oltre 620 milioni per il calcio dal vivo nel 2025

Il comparto rappresenta più dell’82% degli eventi sportivi totali, il 75% del pubblico e quasi il 72% della spesa complessiva.  

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(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Quanto hanno speso gli appassionati per seguire lo sport dal vivo in Italia nel 2025? E quanto per il calcio in particolare? Il quadro che emerge dal Rapporto SIAE 2025 restituisce un sistema articolato in tre grandi direttrici: il dominio strutturale del pallone, il profilo premium degli sport individuali, tennis in primis, e la crescita compatta degli altri sport di squadra. Insieme, queste componenti raccontano un comparto che continua a trasformarsi, sostenuto dai grandi eventi internazionali, dalla forza attrattiva delle competizioni professionistiche e da una crescente capacità di generare valore economico.

Il calcio si conferma nel 2025 il settore largamente dominante del macro-aggregato sport: vale l’82,6% degli eventi sportivi totali, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa complessiva. La spesa del pubblico ha raggiunto quota 626.246.807 euro (+3,1%), mentre gli spettatori si sono attestati a 28.319.326 per un totale di 63.187. La lieve flessione di spettacoli non riguarda le grandi serie professionistiche, ma riflette soprattutto l’aumento degli accessi gratuiti nel calcio dilettantistico; sui volumi di pubblico incide il minor numero di competizioni europee giocate nell’anno nei grandi stadi, ma ciò non altera la centralità economica del comparto all’interno del macro-settore sport.

La forza degli sport individuali: valgono oltre il 18% della spesa

Se il calcio domina per volumi, gli sport individuali si confermano il segmento più forte sul piano del valore. Nel 2025 rappresentano appena il 3,9% degli eventi sportivi e il 6,5% degli spettatori, ma generano il 18,3% della spesa del macro-settore. Il comparto ha chiuso l’anno con 2.962 eventi, 2.460.495 spettatori (+2%) e una spesa complessiva di 159.411.228 euro (+13,6%). Con una spesa media di 64,79 euro per spettatore, gli sport individuali sono risultati il comparto con il valore medio più alto dell’intero sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento italiano.

Anche gli altri sport di squadra diversi dal calcio — basket, pallavolo, rugby e baseball — hanno archiviato il 2025 con un bilancio in crescita su tutti i principali indicatori. Gli eventi salgono a 5.472 (+4%), gli spettatori a 5.260.132 (+2,3%) e la spesa a 64.318.705 euro (+4,8%). Il comparto consolida così il proprio spazio nel sistema sportivo, arrivando al 7,2% degli eventi, al 13,9% del pubblico e al 7,4% della spesa del macro-aggregato sport. 

Dentro questo scenario, ogni area dello sport esprime una dinamica diversa. Nel calcio, Serie A, B e calcio internazionale concentrano da soli 19.122.246 spettatori e 551.774.776 euro di spesa, pari all’88,1% della spesa dell’intero settore. Negli sport individuali, tennis e automobilismo raccolgono insieme il 65,6% degli spettatori e l’86,3% della spesa del comparto, con il tennis primo per pubblico (893.092 presenze, +30,7%) e l’automobilismo al vertice per spesa media individuale (89,28 euro). Negli altri sport di squadra, invece, è il basket a dominare per pubblico e spesa con 3.380.960 spettatori e 39.597.308 euro, mentre il rugby si distingue per valore economico per spettatore (25,97 euro), trainato dagli appuntamenti internazionali della Nazionale.

Dal punto di vista territoriale, i dati mostrano una geografia fortemente concentrata. Nel calcio, la Lombardia guida con 7.015.815 spettatori e 224,6 milioni di euro di spesa, pari al 35,9% del valore nazionale del settore, mentre il Lazio è secondo per spesa e primo per affluenza media per evento. Negli sport individuali, le prime cinque regioni — Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana — concentrano l’87,8% degli spettatori e il 97,4% della spesa, riflesso diretto della localizzazione degli impianti d’eccellenza. Negli altri sport di squadra, il Nord-Est e il Nord-Ovest raccolgono insieme il 69,2% degli spettatori e il 67,5% della spesa, pur con segnali di crescita significativi anche nel Mezzogiorno.