Ruspe, recinzioni e prime demolizioni ai piedi di San Siro. Chi abita intorno allo stadio Meazza, in questi giorni, ha notato diversi movimenti nell’area dell’impianto: scavi in più punti, il parco dei Capitani chiuso al pubblico e una ruspa al lavoro nella zona della biglietteria sud, che è stata demolita.
A segnalare quanto sta accadendo – come riporta l’edizione milanese de La Repubblica – è stato anche il consigliere comunale Enrico Fedrighini, da tempo molto attento al dossier San Siro e alle trasformazioni dell’area. Le immagini scattate dai residenti mostrano i mezzi in azione e l’arretramento di uno dei gate di ingresso allo stadio.
Si tratta di interventi propedeutici alla futura costruzione del nuovo stadio di Inter e Milan. In sostanza, l’area viene preparata con anticipo in vista del cantiere vero e proprio, che dovrebbe partire il prossimo anno. Alcune strutture di servizio dell’attuale Meazza, infatti, interferirebbero con i futuri movimenti necessari per avviare i lavori. La biglietteria sud sarà sostituita da una struttura temporanea. Più incerti, invece, i tempi per la riapertura del parco dei Capitani, oggi interdetto al pubblico. Sul posto è stata installata una recinzione con un cartello che avvisa della chiusura «per motivi di sicurezza e precauzionali in attesa delle attività di bonifica ai sensi della normativa».
Il nodo riguarda la situazione ambientale dell’area. Secondo quanto emerso da recenti indagini diagnostiche commissionate da Inter e Milan, attraverso la società che ha acquistato lo stadio dal Comune, sarebbero state rilevate alcune sostanze non conformi alla normativa. Non si tratterebbe, secondo quanto spiegano gli addetti ai lavori, di agenti altamente nocivi, ma di materiali che per legge non dovrebbero trovarsi nel sottosuolo.
La questione ha comunque alimentato le preoccupazioni dei comitati di quartiere, anche perché i documenti consegnati da Palazzo Marino ai club, risalenti però a diversi anni fa, indicavano l’area come a norma dal punto di vista ambientale. Per questo c’è chi invita a non creare allarmismi, ma anche chi chiede maggiore trasparenza sull’avvio delle attività. Critico Fedrighini, che parla di «demolizione appena avviata di una struttura di servizio del Meazza, la biglietteria sud» e sottolinea l’assenza, a suo dire, di un’adeguata comunicazione pubblica sulle procedure autorizzative. «Un segnale di mancato rispetto delle istituzioni. Un altro segnale, secondo me, di enorme debolezza», ha dichiarato il consigliere comunale.
Al di là delle polemiche, i lavori di questi giorni rappresentano il primo passo concreto di un percorso destinato a essere lungo. L’obiettivo di Inter e Milan resta quello di arrivare alla costruzione del nuovo stadio, che nelle intenzioni dei club dovrà essere pronto nel 2031. Nei giorni scorsi il presidente del Milan Paolo Scaroni ha confermato che, per ora, il calendario procede secondo i piani, salvo eventuali rallentamenti legati alle inchieste della procura: «Per il momento tutto va come previsto», ha spiegato, annunciando che una prima versione del progetto sarà presentata in autunno.
Scaroni ha aggiunto che il primo elemento su cui si concentreranno gli architetti Foster e Manica sarà la facciata del nuovo impianto, destinata a diventare uno degli aspetti più riconoscibili del progetto: «Sarà una cosa che interesserà tutti i milanesi», ha detto il presidente rossonero, parlando di uno stadio «unico al mondo» di cui «Milano sarà orgogliosa».