Il pm Maurizio Ascione lascerà la Procura di Milano a metà luglio per passare all’Eppo, la Procura europea. Il magistrato è titolare dell’inchiesta sul sistema arbitrale condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, che vede cinque indagati tra arbitri e addetti al VAR, compreso l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi.
Proprio in vista del trasferimento di Ascione, il procuratore aggiunto Paolo Ielo, a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, è entrato nel fascicolo come co-assegnatario. Le carte sono già passate anche dall’ufficio del procuratore Marcello Viola per una valutazione complessiva dell’indagine.
A questo punto, nel giro di circa un mese, Ascione e Ielo dovranno confrontarsi per decidere come definire il procedimento prima del cambio di ufficio del pm titolare. Dopo il passaggio di Ascione all’Eppo, sarà infatti Ielo a gestire il fascicolo.
Al centro dell’inchiesta ci sono diverse contestazioni. A Rocchi, in particolare, vengono attribuiti tre capi di imputazione per concorso in frode sportiva: uno riguarda una presunta “bussata” alla sala VAR durante Udinese-Parma della stagione 2024/25; gli altri due fanno riferimento a sospette designazioni pilotate di arbitri considerati “graditi” o “poco graditi” all’Inter, sempre in relazione a partite di quel campionato.
La Procura dovrà ora stabilire, prima della pausa estiva, se procedere con le contestazioni di frode sportiva legate ai presunti condizionamenti sulle designazioni arbitrali e al filone delle “bussate” per le decisioni al VAR. Quest’ultimo profilo ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati anche dell’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni.
Rocchi, inoltre, figura tra gli indagati anche per l’episodio della presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025, in concorso con altre persone che tuttavia non sono state identificate. Nelle scorse settimane, tra i testimoni ascoltati dagli inquirenti, c’è stato anche l’ex manager dell’Inter Giorgio Schenone, ma nessuna delle persone ascoltate come informate sui fatti è stata poi iscritta nel registro degli indagati.