L’atletica italiana sta vivendo uno dei momenti più brillanti della propria storia recente. Un’affermazione che non ha paura di essere smentita perché viene supportata dalla scia di medaglie e di record, cominciata ufficialmente con la magia di Tokyo 2020, con i 5 ori conquistati e il capolavoro Jacobs – Tamberi, e proseguita attraverso gli europei casalinghi di Roma nel 2024, i Giochi di Parigi e poi nuovamente a Tokyo per i Mondiali e dunque gli europei di Torun del 2026.
Una scia lunga e che si allunga, a dimostrare quanto sia forte e variegata la nuova generazione dell’atletica azzurra, capace di esprimere il suo meglio in tante discipline e di farlo con continuità.
Ma dietro i risultati c’è anche un lavoro meno visibile, fatto di programmazione, investimenti e scelte strategiche perché, nelle intenzioni della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), il successo sportivo è un qualcosa di strutturale e non episodico.
Ne è convinto il presidente della FIDAL, Stefano Mei, che nell’intervista rilasciata a Sport e Finanza, affronta i principali temi che riguardano il presente e il futuro dell’atletica azzurra: dal successo del Golden Gala alla candidatura italiana per ospitare i Mondiali del 2029 o del 2031, passando per lo stato dell’impiantistica nazionale, il rapporto con sponsor e territori e la crescita di un movimento che continua a produrre risultati ad alto livello.
Come ripete più volte nel corso della conversazione, sono i risultati a rappresentare il vero motore di sviluppo dell’intero sistema.