Pirateria, scoperte tre centrali di smistamento illegali in Italia: maxi multe per 3mila utenti

Una vasta operazione anti pirateria della Guardia di Finanza ha smantellato tre centrali IPTV a Crotone: denunciate quattro persone e sequestrati 650mila euro.

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(Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

La Guardia di Finanza di Crotone ha smantellato tre centrali di smistamento del segnale IPTV attive nel capoluogo pitagorico, sequestrando beni per circa 650mila euro e denunciando quattro cittadini italiani ritenuti responsabili dell’organizzazione.

L’operazione, condotta con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma, si inserisce in un più ampio piano di contrasto alla pirateria audiovisiva digitale, intensificato anche in vista dei Mondiali di calcio FIFA 2026.

Le indagini: struttura e numeri

Le indagini sono partite da segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, che hanno portato alla luce un sistema di frode su scala nazionale legato alla distribuzione illegale di contenuti coperti da diritto d’autore. A far scattare i sospetti sono state le causali di numerosi bonifici, che riportavano la dicitura “IBO Player Pro“, un software utilizzato per la riproduzione di flussi streaming illeciti su smartphone, smart-tv e computer.

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’intera filiera del sistema illegale, articolata su più livelli: al vertice gli “head-provider”, che gestiscono i server sorgente, e a seguire i “reseller” diffusi su tutto il territorio nazionale, incaricati di rivendere gli abbonamenti pirata agli utenti finali.

Attraverso questa rete sono stati identificati 2.769 clienti residenti in 43 province italiane, che grazie agli abbonamenti illegali avevano accesso ai contenuti a pagamento di piattaforme come Sky, Dazn, Now, Netflix, Disney+ e Spotify. Il prezzo dei pacchetti “pirata” oscillava tra i 10 e i 40 euro, con tanto di servizio di assistenza clienti in caso di problemi di visione, sul modello delle piattaforme legali.

Le sanzioni: multe fino a 5mila euro

Le indagini bancarie hanno inoltre rivelato che i circa 650mila euro di proventi illeciti sono stati reinvestiti nell’economia legale e in valuta virtuale, al fine di occultarne la provenienza. Per questo motivo, oltre alle violazioni del copyright e della proprietà intellettuale, ai quattro responsabili è stato contestato anche il reato di autoriciclaggio, con conseguente sequestro preventivo dei beni disposto d’urgenza.

Nei prossimi giorni i 2.769 utenti finali identificati riceveranno le relative sanzioni amministrative, che vanno da 154 euro fino a 5mila euro per i casi di recidiva più grave.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata da Domenico Guarascio, rappresenta una delle prime azioni di tale portata contro la pirateria audiovisiva sul territorio calabrese, in un settore che continua a generare ingenti danni economici per l’industria dello sport e dell’intrattenimento legale.

I commenti di Duilio (Sky Italia) e Righetti (DAZN)

Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha commentato così l’operazione: «Ringrazio la Procura di Crotone e la Guardia di Finanza di Crotone per questa nuova operazione antipirateria, che conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine a tutela di chi sceglie legalità e la loro capacità di identificare gli utenti pirata. Un’azione importante per contrastare il senso di impunità che ancora accompagna questo fenomeno e per ricordare agli utenti di questi servizi che si espongono non solo a multe e sanzioni, ma anche a truffe, furti di dati personali e minacce informatiche».

Queste invece le parole di Romano Righetti, General Counsel di DAZN Italia: «DAZN accoglie con grande favore i risultati dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi. I 2.800 utenti tutti identificati in 43 province, a cui nei prossimi giorni verranno notificate le multe, confermano, ancora una volta, quanto la pirateria sia un fenomeno tutt’altro che residuale, radicato nel tessuto del Paese».

«Cambiare un’abitudine così diffusa richiede che il rischio percepito da chi sceglie consapevolmente di comprare illegalmente lo sport sia concreto e costante nel tempo. Ci auguriamo che operazioni come questa contribuiscano a diffondere una maggiore consapevolezza: scegliere il ‘pezzotto’ non è una scelta priva di conseguenze, né per chi lo vende, né per chi lo acquista», ha concluso Righetti.