Monza e Catanzaro si giocano un posto in Serie A: quanto vale la promozione

Allo U-Power Stadium si giocano gli ultimi 90 minuti della stagione dopo la gara di andata vinta dalla formazione brianzola per 2-0.

Quanto vale promozione in Serie A
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

La Serie B è pronta a vivere gli ultimi 90 minuti, salvo supplementari e rigori, della stagione 2025/26. Il ritorno della finale playoff fra Monza e Catanzaro allo U-Power Stadium mette in palio l’ultimo posto disponibile per la Serie A della prossima annata. I brianzoli partono con un notevole vantaggio, grazie al 2-0 maturato al Ceravolo all’andata a cui si aggiunge un piazzamento migliore alla fine della stagione regolare.

Una missione difficile per il Catanzaro di Alberto Aquilani, che arriva a Monza giocandosi il tutto per tutto consapevole di essere andato oltre a qualunque aspettativa di inizio stagione. Fatto sta che a 90 minuti dal termine della stagione vuole provare a raggiungere la promozione in Serie A. Un obiettivo, un successo, ma anche un importante passo in avanti per la società dal punto di vista economico. Ma quanto vale l’approdo in Serie A?

Quanto vale la promozione in Serie A: i dati

Per quanto riguarda l’impatto economico della promozione, il dato più immediato riguarda i diritti televisivi. Il sistema di ripartizione – fissato dalla Legge Melandri del 2008 e più volte in seguito ritoccato – distribuisce le risorse secondo un equilibrio tra quota fissa, risultati sportivi e radicamento. In particolare, il 50% viene diviso in parti uguali tra i club, il 28% sulla base dei risultati sportivi e il 22% in base al radicamento sociale.

Entrando nel dettaglio, la quota legata ai risultati è articolata: l’11,2% dipende dalla posizione nell’ultimo campionato, il 2,8% dai punti ottenuti, il 9,33% dai risultati degli ultimi cinque anni e il 4,67% dalla tradizione storica. La parte relativa al radicamento, invece, assegna l’1,1% al minutaggio dei giovani, il 12,54% agli spettatori allo stadio e l’8,36% all’audience televisiva.

La voce legata alla parte uguale da distribuire tra i club è tuttavia quella che fa la differenza per i club neopromossi. Su un monte complessivo di circa 900 milioni, significa all’incirca 450 milioni redistribuiti equamente. Tradotto: nella stagione 2025/26 ogni club incassa 22,5 milioni solo per il fatto di esserci, cifra che, al netto di lievi spostamenti, dovrebbe essere confermata anche per la prossima stagione.

Considerando anche le altre componenti, una neopromossa può contare su almeno 25 milioni di euro di diritti tv. Il valore può crescere in funzione dei risultati e del bacino d’utenza, ma la soglia minima è già sufficiente a ridefinire il bilancio di partenza. Con un impatto rilevante quindi sui conti, ma per i quali va considerato tutto: secondo i dati dell’ultimo Report Calcio FIGC, la promozione in Serie A porta ricavi aggiuntivi per 37 milioni di euro complessivi, ma anche una crescita dei costi (+27 milioni) spinta in particolare dagli stipendi (+17 milioni). Tuttavia, l’impatto resta nettamente positivo sul risultato netto (+3,8 milioni): anche nei numeri, quindi, andare in Serie A conviene.