L’accusa più frequente che i tifosi del Milan rivolgono a Gerry Cardinale è quella di aver licenziato Paolo Maldini nell’estate 2023 insieme all’allora direttore sportivo rossonero Frederic Massara. Un sentimento che è cresciuto ancora di più durante queste ultime due stagioni e che è scoppiato dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League.
Ora Cardinale sembra aver preso in mano completamente le redini del club decidendo di esonerare Massimiliano Allegri e licenziare Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, affidandosi a Zlatan Ibrahimovic (anche lui finito nella protesta dei tifosi contro la proprietà) e a Massimo Calvelli, con il compito di individuare le figure giuste che possano ricoprire dalla prossima stagione le cariche di allenatore, direttore sportivo e amministratore delegato. E i tifosi sperano che questo apra le porte al ritorno di Maldini in società, ipotesi alquanto remota.
Ma, come detto, la protesta dei tifosi va avanti e la figura di Paolo Maldini aleggia sopra Casa Milan, anche per le sole recriminazioni dei supporter rossoneri. Intanto, la leggenda rossonera è tornata a commentare le vicende del club in particolar modo dopo che Cardinale lo ha definito un one man show non in grado di fare squadra.
«Si risponde da solo», ha commentato velocemente Maldini mentre si avviava nella sede di Sky per gli “Sky Inclusion Days” firmando autografi e facendo selfie con i tanti tifosi presenti. Il nome di Maldini è stato accostato anche alla Nazionale, alle prese anche lei con un nuovo corso da affrontare. Qui il leggendario numero 3 del Milan ha dribblato le domande, ma ha risposto a chi gli ha chiesto dell’incontro a Istanbul con il candidato alla presidenza del Fenerbahce Hakan Safi con tanto di foto assieme pubblicata su Instagram: «È un amico, lui é uno dei candidati alla presidenza, vediamo cosa succederà dovesse vincere».