Nelle ore in cui il TAR del Lazio è chiamato a prendere posizione sullo scontro tra la Lega Calcio Serie A e la Prefettura di Roma in merito alla calendarizzazione del derby della capitale, un altro TAR, quello dell’Emilia Romagna, ha discusso un ricorso che riguarda un’altra partita di campionato. Si tratta della sfida tra Bologna e Milan, risalente al campionato 2024/25, che era stata rinviata per allerta meteo su indicazione del sindaco del capoluogo emiliano Matteo Lepore.
A seguito di questa decisione, il Milan aveva depositato nel dicembre del 2024 un ricorso al TAR dell’Emilia Romagna, chiedendo l’annullamento e l’accertamento dell’illegittimità dell’ordinanza del primo cittadino, che aveva disposto appunto la sospensione della partita il 26 ottobre 2024 a causa dell’alluvione che aveva colpito Bologna nei giorni precedenti al match. Un ricorso che è stato ufficialmente discusso un anno e mezzo dopo gli eventi.
Come appreso da Calcio e Finanza da documenti ufficiali, infatti, l’udienza per la discussione nel merito del ricorso davanti al TAR dell’Emilia è andata in scena nella giornata di ieri, il 13 maggio 2026, ovverosia 564 giorni dopo i fatti in questione e 518 giorni dopo il deposito del ricorso. Il Milan aveva considerato il ricorso come un atto dovuto sia per le ripercussioni sull’andamento del campionato sia perché aveva ritenuto la mossa del sindaco Lepore un pericoloso precedente.
Annunciando il deposito del ricorso, nel dicembre 2024 il club rossonero aveva spiegato come la decisione del sindaco doveva «essere considerata iniqua, incoerente e priva delle opportune e fondamentali giustificazioni, tenuto conto che in quei giorni erano state organizzate altre manifestazioni sportive a porte chiuse».
«Il provvedimento, infatti, precludeva in assoluto lo svolgimento del match nella data programmata, escludendo ogni altra ipotesi: sia lo svolgimento a porte chiuse e persino lo spostamento in un altro stadio. In nessuna parte del provvedimento sindacale impugnato – aveva spiegato il Milan nelle motivazioni del ricorso -, peraltro, si può ritrovare alcun cenno alla ragione per cui l’unica soluzione ipotizzabile per fronteggiare il rischio fosse costituita dalla cancellazione totale dell’evento».
«Il Club rossonero è convinto che il ricorso sia un atto dovuto e responsabile nei confronti di una decisione che ha già generato ripercussioni sull’andamento del campionato e che costituisce un pericoloso precedente. Inoltre, il rinvio ha di fatto creato alla società Ac Milan chiari danni materiali e sportivi, tangibili e intangibili, di rilevante entità», aveva concluso la società. All’epoca, inoltre, il club aveva sottolineato come l’intenzione fosse quella di «devolvere a Fondazione Milan, per avviare iniziative benefiche a favore della comunità locale, eventuali cifre venissero riconosciute e concesse a risarcimento dei danni subiti e subendi».