Il legale di Rocchi: «Non ha mai avuto contatti con i dirigenti delle squadre»

«Il mio assistito non ricorda nulla di un episodio di un anno fa (incontro del 2 aprile dello scorso anno, ndr). Se l’Ansa lo sa ce lo dica, almeno sappiamo anche noi di cosa si parla», ha aggiunto l’avvocato dell’ex designatore arbitrale.

Arbitro anonimo Serie A
Gianluca Rocchi (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

«Rocchi si sarebbe dovuto presentare ma ritengo che non sia il momento perché non siamo in grado di giudicare una vicenda così complessa. Non essendo in grado di difendermi ho ritenuto opportuno che il mio cliente si avvalesse della facoltà di non rispondere. Quando porto una persona devo sapere il contesto e gli elementi che caratterizzano la contestazione e senza ciò non siamo in grado di difenderci». Lo ha detto l’avvocato difensore di Gianluca Rocchi, Antonio D’Avirro, intervenuto a Telelombardia.

«Il mio assistito non ricorda nulla di un episodio di un anno fa (incontro del 2 aprile dello scorso anno, ndr). Se l’Ansa lo sa ce lo dica, almeno sappiamo anche noi di cosa si parla».

 

«Rocchi di questa storia non sa nulla, non si è mai messo in contatto con i dirigenti delle società, lui me l’ha confermato nella maniera più assoluta: mai avuto contatti con i dirigenti delle squadre. Arbitri graditi o sgraditi? Rocchi non ne sa nulla, vedremo quando vedremo le carte processuali. Non so nulla di tutta questa storia».

«Se era un sistema o no non lo so, le bussate al di là di chi sia andato a fare la segnalazione. Chi ha bussato ha corretto un errore, io non vedo come abbia alterato il risultato, perché io penso che chi ha bussato ha fatto bene a correggere un errore».

 

«Se nell’episodio che ci viene contestato il rigore era giusto, quindi chi ha bussato ha fatto bene. Se il bussare era solo con gli amici non ne so nulla. Chi è intervenuto in quell’episodio ha fatto solo bene. Nessuno ha voluto alterare il risultato ma solo correggere un errore. A noi contestano solo questo e non altro».

«Il verbo “combinava” le designazioni è un termine che non so determinare perché non conosco gli atti, è una decisione del PM che ha contestualizzato e utilizza questo termine. Il termine “combinare” rientra nella frode sportiva», ha concluso il legale di Rocchi.