Qualora l’inchiesta sul mondo arbitrale portasse a un processo per frode sportiva, questo sicuramente non sarà condotto per l’accusa dall’attuale pm incaricato delle indagine, Maurizio Ascione, e non è sicuro nemmeno che avrà come sede il Tribunale di Milano.
Infatti, secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, il pm Ascione ha da poco ottenuto il via libera dal Consiglio Superiore della Magistratura, come primo in graduatoria tra coloro che hanno fatto domanda, al suo passaggio nei ranghi della Procura europea antifrode (Eppo) nella sede di Roma. Trasferimento programmato per il periodo fra luglio e agosto. Per quanto riguarda, invece, la sede dell’eventuale processo, se il reato fosse individuato appunto nelle mosse di Rocchi collocato dietro alla vetrata della sala VAR di Lissone, questa sede rientrerebbe nel raggio di competenza territoriale del Tribunale di Monza.
Infine, al momento, sono una tipologia di scenari che spostano troppo in là l’orizzonte, anche se la Procura di Milano sta continuando a raccogliere materiale attraverso le audizioni, o interrogatori per gli indagati, svolti in queste settimane, a cui si giungerà. giovedì 30 aprile, a quelli di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, iscritti nel registro degli indagati per concorso in frode sportiva.