La corsa alla presidenza della FIGC fra Giancarlo Abete e Giovanni Malagò continua. E dopo aver incontrato i vari capi delle componenti federali – coloro che poi avranno diritto di voto – i due potenziali candidati hanno in programma di fissare un colloquio anche con il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Un faccia a faccia che però si preannuncia con un certo livello di tensione dopo le ultime dichiarazioni del ministro del governo Meloni.
Nel frattempo si registra uno scatto avanti da parte di Malagò, figura scelta direttamente dalla Lega di Serie A, che sembra aver convinto sia l’Associazione Calciatori che quella Allenatori – che da sempre votano congiuntamente il preidente federale –, che da sole valgono il 30% nel computo dei voti. Anche se, è bene sottolineare, nessuna delle due associazioni ha ufficialmente dichiarato la propria intenzione di voto. Un passaggio formale che dovrebbe arrivare a metà della prossima settimana, quando il quadro sarà più definito in vista del 13 maggio, giorno ultimo per presentare la propria candidatura, con le elezioni federali fissate per lunedì 22 giugno.
Tornando ad Abodi, come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il ministro si è detto «sempre pronto a incontrare i possibili candidati». Ma ha sottolineato anche un certo malessere per essere stato messo in fondo alla lista di personalità da incontrare: «Sarebbe stato meglio chiedere prima questo colloquio. Non è ancora avvenuto? Non mi ha indispettito, ma sarebbe una forma di rispetto opportuna. Mi rincresce che qualcuno abbia pensato alle ipotesi elettive prima della Bosnia».
Infine, iniziano a emergere i nomi forti per il rilancio del sistema calcio, missione principale per chiunque vinca le elezioni federali. Si va Maldini a Zola, passando ad Albertini per la figura forte da coinvolgere nel progetto. Mentre, visti anche gli ultimi sviluppi in casa Roma, prende sempre più quota il nome di Claudio Ranieri come direttore tecnico. Ma prima serve ancora qualche passaggio istituzionale, confronto con il ministro Abodi incluso.